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Sicilië en de Zee: omaggio dell’Olanda al Mediterraneo

All'Allard Pierson Museum una mostra tra archeologia marina, una campagna Unesco e una sezione dedicata agli sbarchi a Lampedusa

di Francesca Spanò

© Martina Bertola

Due paesi, centinaia di popoli, un solo mare: il Mare Nostrum, cui l’Olanda rende omaggio, dopo tre anni di preparativi, con una mostra intitolata “Sicilië en de Zee“. Promossa da Francesco Azzarello, ambasciatore italiano a Den Haag, la mostra è stata inaugurata lo scorso 8 Ottobre all’Allard Pierson Museum, alla presenza di Sebastiano Tusa, Sovrintendente del Mare della regione Siciliana e di Wim Hupperetz, direttore del museo.

“Una mostra così ricca di oggetti e tematiche non era mai stata realizzata al di fuori del territorio nazionale italiano e sulla Sicilia in particolare”, racconta Tusa a +31mag.nl. “Credo che la stretta contiguità con il mare dell’Olanda abbia influito non poco nell’accettare di investire risorse e mezzi in questo progetto”, prosegue.

Statuetta in bronzo della divinità Reshef X-VIII sec a.C.

Statuetta in bronzo della divinità Reshef X-VIII sec a.C.

L’intento è  infatti molteplice: portare un pezzo di storia del Mediterraneo nei Paesi Bassi, attraverso reperti provenienti delle acque circoastanti la Trinacria (come anticamente veniva denominata la Sicilia); porre l’accento, contemporaneamente, sullo scenario umanitario che occupa le acque del Mediterraneo oggi; rimarcare l’importanza dell’archeologia subacquea, valorizzata solo in anni recenti.

L’esposizione archeologica, che occupa i due terzi della mostra, propone un excursus cronologico che va dai Fenici all’arte cristiana e bizantina, passando per i reperti greci e romani. Tra quelli di particolare rilievo si trovano le monete puniche di Cala Tramontana a Pantelleria, i rostri della Battaglia delle Egadi, ma anche la situla in bronzo arabo-normanna del relitto di Lido Signorino. E poi anfore, utensili, elementi architettonici, attrezzature belliche e parti di navi mercantili, in un viaggio che dalle profondità della storia risale ai giorni nostri.

La mostra principale è affiancata, infatti, a quella fotografica “Aankomst op Lampedusa“, in cui Sara Prestianni ritrae i migranti in arrivo a nell’isola siciliana, a riprova del ruolo di crossroad che il Mediterraneo e la Sicilia rivestono ancora oggi. Una tematica sociale, quella dei flussi migratori, sentita già da Tusa. “Non è un problema che riguarda solo la Sicilia o l’Italia, ma interessa tutti, a livello globale”, come spiega René van Beek, curatore della mostra. “Ci sembrava doveroso, all’interno di un percorso sul Mediterraneo, mettere il focus su un tema così importante come quello dei rifugiati”.

Aankomst op Lampedusa © Sara Prestianni

Aankomst op Lampedusa © Sara Prestianni

La mostra presenta, infine, una sezione dedicata alla campagna UNESCO per la tutela e la valorizzazione patrimonio sottomarino. Sensibilizzare al tema delle ricerche subacquee e dei trattati internazionali è uno degli obiettivi della mostra, specifica ancora Van Beek: “Alcuni oggetti provenienti dalle Lipari, ad esempio, appartengono alla collezione privata del museo. Durante l’allestimento della mostra abbiamo scoperto che sono stati prelevati illegalmente dal mare durante gli anni ’80 e poi portati qui. Al termine della mostra torneranno in Sicilia.”

Sicilië en de Zee sarà ad Amsterdam fino al 16 Aprile 2016, per toccare poi altre città europee, viaggiando lontano dal Mediterraneo e approdando infine a Palermo.