I Paesi Bassi non possono espellere un cittadino russo gravemente malato che è in cura nel paese, perché la cannabis medicinale non è disponibile nel suo paese d’origine, dice Het Laatste Nieuws citando una sentenza della Corte di giustizia europea.

Il caso ruota attorno a un uomo russo che ha sviluppato una rara forma di cancro del sangue all’età di sedici anni ed o è attualmente in cura nei Paesi Bassi. Tra le altre cose, riceve cannabis medicinale per alleviare il dolore ma l’uso di cannabis medicinale non è consentito in Russia.

Il giovane ha presentato diverse domande di asilo nei Paesi Bassi, l’ultima delle quali è stata respinta nel 2020 e come ultima ratio contro il decreto d’espulsione ha presentato ricorso al tribunale distrettuale dell’Aia. L’uomo è del parere che gli dovrebbe essere concesso un permesso di soggiorno, o almeno un rinvio perché il trattamento a base di cannabis medicinale nei Paesi Bassi è per lui così essenziale che se venisse interrotto, porterebbe ad un calo significativo del suo benessere.

Il tribunale dell’Aia si è quindi rivolto alla Corte di giustizia europea che ha dato ragione all’uomo: secondo la normativa Ue, l’espulsione non può avvenire “quando vi sono motivi convincenti e fondati per ritenere che il ritorno di questo cittadino di un paese terzo lo esponga a un rischio concreto che il dolore causato dalla sua malattia aumenti rapidamente, in modo significativo e irreversibile perché nel paese di destinazione non sono disponibili cure adeguate”, riporta il quotidiano belga.