di Massimiliano Sfregola

 

“Buona sera. Hugo de Jonge ed io abbiamo espresso più volte la speranza e l’aspettativa in questo luogo che stavamo andando verso una bellissima estate. Fortunatamente, quell’aspettativa si è avverata“, diceva il premier il 18 giugno quando annunciava la fine del lockdown e quella (almeno legale) dell’emergenza Covid a partire dal 26 giugno. Con meno di 1000 contagi giornalieri e ospedali mezzi vuoti, sembrava davvero che la combinazione di vaccini e buona stagione stesse -finalmente- mostrando la luce alla fine del tunnel di questo assurdo anno e mezzo con il Covid.

Un segnale di questa svolta sono stati quello del (quasi) abbandono delle mascherine e quello della riapertura di club e festival: per la prima volta assoluta dallo scoppio della pandemia -non era successo neanche lo scorso anno durante il periodo di relativa calma estiva con i contagi- il governo aveva dato l’ok per far ripartire la vita notturna e soprattutto la stagione dei festival.

L’esecutivo si sentiva forte dei numeri e soprattutto della strategia vaccinale che stava cominciando ad accelerare, dopo una partenza a singhiozzo. Rutte e De Jonge erano sicuri a tal punto da aver bruciato due tappe della stessa road-map che il governo si era dato: lo step 4 del piano di apertura è stato compiuto il 26 giugno, ma insieme allo step 5, previsto per il 21 luglio. Insomma, l’esecutivo ha saltato un mese, nonostante le perplessità dell’OMT, il Comitato scientifico che emette pareri sulla questione Covid, avesse suggerito di non correre tanto.

Non solo, le regole per la riapertura dei locali sono semplici: basta una prova di vaccinazione, un test oppure un certificato che mostri di aver già avuto il Covid per poter accedere a festival e discoteche. Addirittura, per invogliare i giovani a vaccinarsi, il ministero ha coniato  lo slogan “Ballando con Janssen”: del vaccino di J&J basta una dose e in tanti accorrono, intasando le linee del GGD e riempiendo in fretta le migliaia di posti disponibili. Unico problema: la casa farmaceutica era stata molto chiara sul fatto che il vaccino iniziasse ad avere effetto solo dopo 28 giorni. E invece, il regolamento approvato dal governo, consentiva l’accesso a locali e festival da subito; basta vaccinarsi e si riceve il QR code seduta stante.

Gli esperti sono stati critici da subito: dopo un giorno non sei protetto e il QR code per chi ha effettuato il test, va ricevuto 24 e non 40 ore prima. Il governo, tuttavia, va avanti. Il numero R è già salito molto sopra 1, due giorni prima degli…