L’assemblea annuale degli azionisti di Shell che ha avuto luogo martedi 22 maggio non ha portato sorprese: come previsto, la mozione promossa dall’associazione ambientalista Follow This, ha riscosso appena il 5% del sostegno dagli shareholders scrive Reuters.

Ma il disagio per la politica del colosso anglo-americano che ha annunciato entro il 2050 la riduzione del 50% nell’emissione di gas nocivi, senza tuttavia stabilire obiettivi concreti, è stato espresso da 27 grandi azionisti, che insieme detengono quasi 8 miliardi di euro di azioni. 

In questo influente gruppo sono presenti tra gli altri HSBC, BMO Capital Markets, AXA and UBS.

Il CEO di Shell Ben van Beurden ha spiegato che l’azienda non può programmare tappe sulla riduzione della dipendenza da idrocarburi perchè rischierebbe altrimenti di rimanere fuori mercato.

Le multinazionali degli idrocarburi sono responsabili per il 50% dei gas serra.