Una risoluzione sul clima sarà nuovamente votata domani all’assemblea degli azionisti di Shell. Il gruppo Follow This spera di ottenere un cambio di rotta nella politica energetica della multinazionale e che questa abbandoni gli investimenti in idrocarburi a favore di nuove fonti di energia.

Mark van Baal di Follow This, dice a NOS che Shell è “in rotta di collisione” con l’Accordo sul clima di Parigi. L’azienda fa troppo poco per ridurre le emissioni di CO2.

Shell ha recentemente annunciato che intende ridurre le emissioni del 50% entro il 2050. Non solo dalle proprie attività, ma anche da quelle dei clienti. Altre azioni, secondo l’azienda, sarebbero impensabili; il rischio, secondo loro, è di “porsi fuori mercato”.

Secondo gli ambientalisti, però, la multinazionale può fare molto di più: l’accordo di Parigi prevede emessioni zero entro il 205o; per Van Baal, Shell ritiene che avremo bisogno di gas e petrolio ancora per tutto il secolo. MaAnche se riduciamo le emissioni di CO2 il prima possibile, è molto difficile raggiungere questo obiettivo.

L’anno scorso, Follow This ha presentato una risoluzione analoga ricevendo supporto dal 6 percento degli azionisti. L’aspettativa è che quest’anno la percentuale salga.

Secondo PBL l’agenzia governativa ambientale, è lodevole che Shell stia già seriamente prendendo in considerazione il problema del clima assumendosi la responsabilità delle emissioni dei suoi prodotti. Allo stesso tempo, i paesi ricchi e il settore energetico dovrebbero fare più della media mondiale per venire incontro ai parametri di incontrare Parigi.