Durante l’assemblea degli azioni di Shell, a Scheveningen, , gli azionisti di Shell hanno rifiutato l’esorto da parte di alcuni attivisti per far impegnare l’azienda sull’accordo del clima di Parigi. Questo perché gli azionisti di Shell non hanno ritenuto necessaria l’azione concreta o le quote misurabili per ridurre le emissioni.

La proposta, “Risoluzione 21”, del collettivo di piccoli azionisti, è stata respinta da quasi il 94% degli azionisti. La maggior parte dei grandi investitori istituzionali concorda che Shell dovrebbe attenersi agli obiettivi del clima di Parigi, ma allo stesso tempo la risoluzione richiede più di quanto l’azienda possa realizzare, riporta OneWorld.

Il CEO di Shell, Ben van Beurden, che aveva avvisato gli azionisti di votare contro la risoluzione, ha affermato che Shell sarà ancora impegnata nella protezione dell’ambiente. “Sappiamo che dobbiamo ridurre le emissioni e sappiamo come farlo, ha detto Van Beurden.

Tuttavia, è scettico riguardo un futuro senza combustibile fossile. “La domanda di combustibili fossili continuerà ad aumentare per ora, a causa della crescita della popolazione e della crescente ricchezza”.

Van Beurden ha poi aggiunto:”Ci si chiede di smettere di vendere benzina e gas, ma questo non aiuterà l’ambiente. Aiuterà solo i nostri concorrenti “.

Van Baal ha definito il risultato “deludente”. “Mi aspettavo di più dagli investitori istituzionali che avrebbero potuto ottenere una gestione sostenibile”.

Shell ha dichiarato di voler esplorare nuovi mercati per il gas; investiranno anche in energie rinnovabili come biocarburanti, idrogeno, energia solare ed eolica.