Shell ha reagito alle rivelazioni del quotidiano Trouw che hanno reso pubblici i termini dell’accordo stipulato nel 2005 durante l’operazione di fusione delle due filiali del colosso energetico. Stando al quotidiano olandese, il fisco dei Paesi Bassi avrebbe perso circa 7 miliardi di euro di mancati guadagni, per una costruzione fiscale escogitata per veicolare attraverso l’isola di Jersey -una Dependency britannica a largo della costa francese, noto “paradiso fiscale”- i dividendi elusi al belastingdienst.

Il Guardian ha sentito Marjan van Loon, direttore di Shell Nederland, che respinge le accuse e insiste sul fatto che il contribuente olandese avesse beneficiato del trasferimento della società nei Paesi Bassi. “Sono stupita dal modo in cui siamo stati dipinti dal Trouw. Questo è tendenzioso. Il fatto che il nostro quartier generale sia nei Paesi Bassi … è stato molto positivo per il tesoro olandese. ”

“Il meccanismo di accesso ai dividendi è pienamente in linea con le leggi e i regolamenti fiscali nei Paesi Bassi.”, recita una nota della multinazionale.

L’istituto di ricerca  sulle multinazionali SOMO ha stimato che la compagnia petrolifera ha distribuito un totale di oltre 45 miliardi di euro agli azionisti attraverso Jersey, di cui 7 miliardi potrebbero essere stati elusi al fisco olandese.

Shell sostiene che circa 2.300 società olandesi hanno “realizzato un fatturato annuo tra $ 4 miliardi e $ 6,5 miliardi attraverso contratti con Shell dal suo trasferimento all’Aia”.