Mariam Aguilar

 

Riferendosi alla prostituzione, quanti penserebbero a quella maschile? La percezione corrente è che dietro le vetrine dei quartieri a luci rossi, ci siano donne e persone trans-gender e se ciò è numericamente vero, quello dei lavoratori del sesso è un mondo reale e sconosciuto.

Una sex worker del PIC (Prostitution Information Center) di Amsterdam- che ha voluto restare anonima – ci racconta che l’immaginario che abbiamo creato sulla prostituzione è pieno di stereotipi creati dal sistema capitalista e patriarcale. Per tale ragione, non pensiamo ai lavoratori del sesso.

Internet è la piattaforma preferita dai sex workers

Secondo la nostra interlocutrice del PIC, uomini e donne, in questa professione, scelgono ambienti diversi: ‘Donne e transgender possono lavorare dietro le vetrine, gli uomini non lo fanno perché non guadagnerebbero abbastanza‘, spiega la sex worker: le esperienze che ricorda, di uomini che hanno lavorato in vetrina, non sarebbero state esaltanti.

Per questo motivo, gli uomini  hanno dovuto cercare altri modi; Internet, in questo senso, avrebbe aperto molte possibilità. Gli escort lavorano, soprattutto, su appuntamenti a pagamento, via webcam o in persona. Tuttavia, questi tipi di piattaforme non permettono la stessa tutela che la vetrina, quindi l’attività alla luce del sole, garantiscono alle lavoratrici.

Glenn van der Akker, una volontaria che lavora Expertisecentrum Mensenhandel e Jeugd Prostitutie di Eindhoven, un centro specializzato nella lotta allo sfruttamento della prostituzione maschile,  pensa che trovare i clienti online renda i sex worker più vulnerabili. Nonostante le diverse condizioni che uomini e donne lavoratrici del sesso devono accettare per fare il loro lavoro, la tratta di esseri umani e lo sfruttamento influiscono su di loro allo stesso modo.

Il centro in cui lavora Glenn ha come missioneaiutare le giovani prostitute che vogliono cambiare vita o o che sono state vittime della tratta di esseri umani. I volontari aiutano le vittime a redigere un rapporto ufficiale alla polizia in caso di violenze, e dopo assistono anche con le terapie del trauma. ‘Siamo davvero in stretto contatto con la polizia, ma pensiamo sia fondamentale anche l’aiuto degli assistenti sociali’, conferma Glenn. La squadra di questo centro è formata da assistenti sociali, psicologi e un ex ufficiale di polizia. Lavorano tutti insieme con la polizia per fermare la tratta di esseri umani.

Chi sono i lavoratori del sesso maschile?

Dalla sua esperienza, Glenn dice che la prostituzione è considerata un lavoro tabù per gli uomini. Ecco perché immaginiamo che solo le donne siano vittime della tratta di esseri umani Tuttavia, anche molti giovani lavoratori del sesso maschile hanno subito abusi. Il 50% di loro è di nazionalità olandese e l’altro 50% ha doppio passaporto. Da una parte un gruppo di vittime nate e cresciute nei Paesi Bassi, dall’altra un gruppo di rifugiati in cerca di una vita migliore, che finiscono nelle mani dei trafficanti di esseri umani. Quando sono in Europa, devono ripagare il debito attraverso il lavoro sessuale ma anche svolgere attività criminali come la vendita di droghe.

Gli assistenti sociali vanno nei luoghi in cui pensano che i lavoratori possano essere costretti a lavorare; agiscono anche online perché è sui siti web che i clienti trovano i lavoratori del sesso uomini. ‘Possiamo essere in contatto con il sex worker ma anche con il cliente. Per esempio, alcuni clienti non sanno che è illegale fare sesso con persone di età inferiore ai 18 anni oppure non sanno se il sex worker è stato costretto a svolgere questo tipo di lavoro’, afferma l’assistente sociale.

Il centro fornisce informazioni anche a coloro che hanno scelto volontariamente di entrare nel mondo della prostituzione. Secondo Glenn, ci sono tre profili di sex worker che scelgono la prostituzione come lavoro. Il primo è un gruppo di giovani che cercano di scoprire loro stessi e le loro insicurezze attraverso il lavoro sessuale. Il secondo gruppo è formato da studenti che hanno bisogno di soldi. Quest’ultimi di solito lavora per un pò, ma poi smettono facilmente. Nel terzo gruppo troviamo persone piene di debiti e hanno bisogno di ripagarli.

I casi sono diversi, ma tutti sono attratti dal miraggio di facili guadagni. Per il centro di Eindhoven, la cosa più importante è che possano lavorare in sicurezza, protetti e consapevoli.