La crisi Covid ha creato un divario significativo nel numero di posti di lavoro nel settore dei viaggi, ciò è emerso dalla ricerca di Reiswerk, la piattaforma per l’industria turistica che ogni anno classifica l’occupazione nel settore, dice NOS.

Quasi un quarto dei posti di lavoro è stato perso nel 2020: il dossier parla di un taglio netto. Delle organizzazioni di viaggio intervistate con più di dieci dipendenti, il 90% ha dichiarato di aver effettuato licenziamenti. Particolarmente colpite sono state le persone con contratto a tempo determinato e i giovani; quelli a subire più danni, i reparti di consulenza e vendita.

Quasi la metà dei giovani dipendenti (sotto i 25 anni) ha perso il lavoro. Anche l’afflusso di nuovi dipendenti è diminuito drasticamente, del 55%.

Le cifre sono per il 2020, quindi le conseguenze del fallimento di D-reizen, dice NOS, con 1150 dipendenti, non sono state ancora incluse. Secondo Reiswerk, se fosse stata inclusa la temuta ondata di licenziamenti dovuta alla scomparsa di D-Reizen, la perdita di posti di lavoro non sarebbe stata pari a quasi un quarto, ma a un terzo di tutti i posti di lavoro nel settore.