Gli imprenditori sono duramente colpiti dal lockdown, spiega NOS: la scorsa settimana, il governo ha annunciato che stanzierà 3,7 miliardi in più per le aziende con elevate perdite di fatturato ma per gli sfortunati che avessero aperto la loro attività dopo il 15 marzo, non c’è sostegno.

Queste aziende non possono richiedere il sostegno salariale per continuare a pagare gli stipendi dei dipendenti (regime NOW) e l’indennità per i costi fissi (TVL). In questi schemi viene stimata la quantità di fatturato che perde un’azienda ma trattandosi di attività appena avviate, non è possibile mostrare alcuna prova di perdita di fatturato.

Secondo NOS, sarebbero migliaia le aziende appena aperte che ricadono in questo limbo senza lavoro e senza sussidi.

Le startup possono richiedere dilazioni fiscali e prestiti ponte; a questo fine, il governo ha stanziato 70 milioni di euro per queste situazioni ma il nuovo lockdown ha reso i prestiti urgenti e la somma non sufficiente.

“Abbiamo esaminato molto seriamente ciò che possiamo fare per questo gruppo, ma se non ci sono dati sul fatturato o sui salari, è molto difficile basare i sussidi su qualcosa”, afferma il ministro Koolmees.  “Questo crea un rischio eccessivo di frode e uso improprio”.

Secondo Koolmees, è impossibile vedere quale sarebbe stato il fatturato di ogni imprenditore, perché ci sono troppe start-up; per il ministero, viste le enormi difficoltà, non resta che lasciare questi imprenditori al loro destino, spiega NOS.