The Netherlands, an outsider's view.

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Sensibilizzazione al razzismo nelle scuole, la petizione raggiunge quasi 60mila firme

Tre giovani donne hanno lanciato una petizione per richiedere di inserire nelle scuole l’insegnamento delle problematiche relative al razzismo. La petizione è stata un successo: fino ad oggi ha raccolto 58.236 firme. Le iniziatrici avevano bisogno di 40 mila firme valide per far mettere la petizione all’ordine del giorno della Camera dei deputati, la Tweede Kamer.

L’iniziativa è stata lanciata da tre amiche – Sohna, Veronika e Lakiesha – nei giorni più caldi delle proteste di massa contro il razzismo e la brutalità della polizia in tutto il mondo. “Ci siamo chieste: cosa possiamo fare?” ha detto Veronika a NOS. “Vogliamo usare le scuole per rompere l’accettazione del razzismo. Gran parte di quel comportamento è inconscio“. Questa accettazione deve essere fermata prima che diventi un modo di pensare, dicono le giovani donne. Vogliono quindi che il razzismo sia una materia obbligatoria nelle scuole primarie e secondarie e che l’attenzione sull’argomento sia posta già a partire dall’asilo.

“Chiediamo che le scuole primarie facciano uso di bambole, libri per bambini e video raffiguranti ogni colore e ogni credo. Tutti devono essere ritratti equamente e non stereotipati. Così si può dare l’esempio ai bambini: così è come potremmo vederci gli uni con gli altri e interagire. Nella scuola secondaria, per esempio, desideriamo un’offerta più adeguata e più ampia. Stiamo pensando, per esempio, a lezioni con tema centrale la schiavitù. Sohna aveva detto alla stazione radio FunX: “Nella mia scuola il razzismo viene affrontato solo superficialmente. Invece è importante che anche in aula, la schiavitù sia collegata con il razzismo contemporaneo, così gli studenti possono capire che i due fenomeni sono collegati tra di loro“.

L’obiettivo delle promotrici della petizione era di raggiungere le 60 mila firme. E quel traguardo, nel frattempo, è stato raggiunto e superato. Ma non è abbastanza: “Abbiamo bisogno di 40 mila firme valide.”, ha detto Veronika a NOS. Una firma valida è unica e include il nome, l’indirizzo e la data di nascita del firmatario.