Un’indagine del centro investigativo Investico (per Trouw e De Groene Amsterdammer) rivela che in diverse città olandesi — in particolare Amsterdam, Rotterdam e Almere, ma anche L’Aia, Groningen e altre — madri senza fissa dimora vengono spesso allontanate dai servizi di accoglienza con la minaccia che, se insisteranno, verrà fatta una segnalazione a Veilig Thuis e i loro figli potranno essere presi via. Di fronte a queste intimidazioni, molte donne evitano di chiedere aiuto, dice RTL.
Le testimonianze
Investico ha parlato direttamente con sei donne che hanno subito queste minacce; i loro racconti sono sostenuti dalle dichiarazioni di 26 avvocati, operatori sociali e ombudsman locali. In alcuni casi alle madri è stato detto esplicitamente che «se ti vediamo in strada, prenderemo tuo figlio».
Secondo l’indagine, si tratta in particolare di donne non olandesi con figli che invece hanno la cittadinanza olandese. Queste madri possono restare nei Paesi Bassi fino alla maggiore età del figlio grazie alla cosiddetta Chavez-vergunning. Investico segnala che si tratta «quasi sempre di donne di colore».
Questioni legali e di diritti umani
Esperti consultati definiscono la pratica illegittima e in contrasto con i diritti umani: non è accettabile separare una madre dal proprio figlio semplicemente perché la famiglia è senza casa. Joost Huijer, esperto di diritti dei minori all’Università di Utrecht, sottolinea che i Comuni dovrebbero fare ogni sforzo per mantenere unite le famiglie.
I tribunali hanno già richiamato il Comune di Amsterdam almeno dieci volte negli ultimi tre anni per dinieghi di aiuto giudicati irregolari. Veilig Thuis, interpellata, ha reagito con irritazione alle segnalazioni: secondo l’organizzazione la soluzione al problema della povertà e della mancanza di casa è trovare una casa, non procedere con denunce.







