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CULTURE

Sedurre e uccidere i nazisti: Annie, Truus e Freddie, le eroine della resistenza olandese

Il libro di Sophie Poldermans racconta la biografia delle tre donne olandesi che si sono opposte al nazismo.



Freddie Oversteegen, Truus Oversteegen e Jannetje Johanna (JoSchaft – meglio conosciuta con lo pseudonimo di Hannie – erano tre ragazze di Haarlem. Il libro di Sophie Poldermans Seducing and Killing Nazis descrive in dettaglio le loro vite prima dell’occupazione nazista e durante la guerra. Analizza inoltre le conseguenze politiche ed emotive post guerra.

Poldermans, che conosceva Freddie e Truus personalmente, racconta le loro vite in ordine cronologico. Nel 1940 Hannie, Truus e Freddie erano tre adolescenti di 19, 16 e 14 anni. Nessuna delle giovani donne era ebrea, e nel libro l’autrice sottolinea che avrebbero potuto vivere in maniera “normale”. Tuttavia, nessuna di loro ha mai preso in considerazione questa possibilità.

Hannie organizzava proteste nel suo campus universitario e apparteneva a un gruppo di studenti che si opponeva al nazismo. La madre di Truus e Freddie, Trijntje van der Molen, era invece una comunista socialmente impegnata nell’accoglienza degli ebrei.

Successivamente le giovani donne entrano nel Consiglio della Resistenza (RVVV) di Haarlem. Partecipano al trasporto di giornali e armi illegali e al furto di carte d’identità per ebrei e altri membri della resistenza. Nascondono i bambini ebrei e raccolgono importanti informazioni. Effettuano sabotaggi, impareranno il tedesco, seducono e uccidono alti ufficiali nazisti. Nonostante questo, però, la scrittrice sottolinea come le tre ragazze abbiano sempre cercato di rimanere “umane”. Quando le viene chiesto di sequestrare il figlio di un ufficiale nazista, Hannie rifiuta: se il rapimento non fosse andato a buon fine e il ragazzino fosse stato ucciso, non se lo sarebbe mai perdonato. Quell’atto sarebbe stato simile alle violenze naziste contro cui si batteva.

Hannie – conosciuta anche come la ragazza con i capelli rossi (Het meisje met het rode haar) – è stata scoperta dalla polizia nazista a causa delle rivelazioni involontarie di un suo compagno in ospedale. Per costringerla a confessare, i tedeschi arrestano i suoi genitori e li spediscono nel campo di Vught. Hannie è costretta ad abbandonare momentaneamente la lotta che riprende, dopo essersi tinta i capelli di nero, soltanto quando il padre e la madre sono stati rilasciati.

Hannie viene uccisa il 17 aprile 1945, tre settimane dopo il suo arresto mentre trasporta illegalmente documenti destinati alla resistenza olandese. Sebbene alla fine della guerra le forze occupanti e la Binnenlandse Strijdkrachten (resistenza olandese) firmano un accordo per fermare le esecuzioni, Hannie viene uccisa a colpi di arma da fuoco sulle dune di Bloemendaal.

Nel suo libro Poldermans analizza inoltre le conseguenze della seconda guerra mondiale. Ad esempio, il poco riconoscimento da parte del governo e le molte sofferenze delle tre ragazze. Truus e Freddie hanno infatti sofferto di stress post-traumatico per anni e Hannie è caduta in depressione, prima di essere uccisa dal regime nazista. Dopo molti anni, però, tutto il mondo le ha finalmente riconosciute come eroine.

Il libro è quindi un’immersione in una parte della storia olandese da cui possiamo continuare a imparare. Queste donne avrebbero potuto vivere la loro vita perché non ebree, ma hanno riconosciuto che non c’era nulla di normale nell’ideologia nazista. Hanno visto il nazismo e i suoi obiettivi come nemici della libertà e del progresso dell’umanità. E si sono opposte.






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