All’inizio di questo mese, il ministro Cora van Nieuwenhuizen -responsabile per il settore marittimo- ha stabilito che le navi che salvano i rifugiati nel Mediterraneo, ad esempio, devono adeguare i mezzi per soddisfare nuovi requisiti di sicurezza entro una settimana.

“Abuso di potere” era stato il commento dell’organizzazione tedesca proprietaria dell’imbarcazione Sea-Watch 3. La nave doveva partire per la Libia proprio questo mese


Lo scorso settembre è stato deciso dal governo che le navi di organizzazioni umanitarie, come Sea Watch 3 ma anche navi come quelle di Greenpeace e Women on Waves, non rientrano più nella legge per gli yacht da diporto ma avranno una loro categoria indipendente, compresi requisiti di sicurezza più severi. Il periodo di transizione è di un anno.

Sea-watch ha scoperto con rammarico, all’inizio di questo mese, di avere appena una settimana per potersi adeguare ai nuovi standard di sicurezza. Van Nieuwenhuizen ritiene che le misure siano necessarie perché le navi accolgono un numero sempre più grande di rifugiati.

Ma l’organizzazione non demorde: venerdi si terrà un procedimento sommario presso il tribunale dell’Aia per stabilire se la misura del governo è lecita.