Le regole per i negozi “essenziali” verranno inasprite, dice NOS: solo quelli che vendono principalmente cibo, generi alimentari e prodotti per animali possono rimanere aperti, ha annunciato il governo.

“Essenziale” significa che solo i negozi che generano più del 70% dei loro ricavi da quelle vendite, prima del lockdown, possono rimanere aperti, chiarisce l’esecutivo. Il chiarimento è stato necessario dopo il caos seguito alle disposizioni dell’esecutivo; il fatturato “essenziale”, inoltre, potrà essere tale per alcuni negozi di una catena ma non per altri. In pratica, alcuni Hema potrebbero rimanere aperti mentre altri no.

Se il negozio rispetta la regola del 70%, può anche vendere una quantità limitata di beni non essenziali, ma tale lista non può essere ampliata, ad hoc, nel periodo del lockdown. Gli articoli della farmacia includono prodotti per l’automedicazione e per la cura personale, ma escludono cosmetici e profumi.

Prima, l’esecutivo voleva  consentire la riapertura ai negozi che generavano più del 30% del loro fatturato da prodotti essenziali solo per i beni di prima necessità ma dopo aver consultato i ministri competenti, dice NOS, il ministro Grapperhaus ha corretto il tiro: “Se vendi per metà vestiti e per l’altra metà salsicce, non ti è permesso aprire”, con chiaro riferimento a Hema.

Ciò che è consentito è un reparto alimentare separato con ingresso indipendente in una filiale di un grande magazzino: un tale dipartimento separato può rimanere aperto al pubblico. All’esterno sono consentiti solo i mercati alimentari e la vendita di fiori e alberi di Natale. No, inoltre, ad acquisto online con ritiro in negozio, con l’eccezione di negozi di bricolage, biblioteche e negozi di cibo per animali domestici. Anche le opzioni da asporto per i punti vendita di cibo e bevande e coffeeshop rimarranno intatte.

Le regole per i negozi “essenziali” verranno inasprite, dice NOS: solo quelli che vendono principalmente cibo, generi alimentari e prodotti per animali possono rimanere aperti, ha annunciato il governo.

“Essenziale” significa che solo i negozi che generano più del 70% dei loro ricavi da quelle vendite, prima del lockdown, possono rimanere aperti, chiarisce l’esecutivo. Il chiarimento è stato necessario dopo il caos seguito alle disposizioni dell’esecutivo; il fatturato “essenziale”, inoltre, potrà essere tale per alcuni negozi di una catena ma non per altri. In pratica, alcuni Hema potrebbero rimanere aperti mentre altri no.

Se il negozio rispetta la regola del 70%, può anche vendere una quantità limitata di beni non essenziali, ma tale lista non può essere ampliata, ad hoc, nel periodo del lockdown. Gli articoli della farmacia includono prodotti per l’automedicazione e per la cura personale, ma escludono cosmetici e profumi.

Prima, l’esecutivo voleva  consentire la riapertura ai negozi che generavano più del 30% del loro fatturato da prodotti essenziali solo per i beni di prima necessità ma dopo aver consultato i ministri competenti, dice NOS, il ministro Grapperhaus ha corretto il tiro: “Se vendi per metà vestiti e per l’altra metà salsicce, non ti è permesso aprire”, con chiaro riferimento a Hema.

Ciò che è consentito è un reparto alimentare separato con ingresso indipendente in una filiale di un grande magazzino: un tale dipartimento separato può rimanere aperto al pubblico. All’esterno sono consentiti solo i mercati alimentari e la vendita di fiori e alberi di Natale. No, inoltre, ad acquisto online con ritiro in negozio, con l’eccezione di negozi di bricolage, biblioteche e negozi di cibo per animali domestici. Anche le opzioni da asporto per i punti vendita di cibo e bevande e coffeeshop rimarranno intatte.