La pressione sugli ospedali aumenta e il numero di contagi non sembra arrestarsi ma nonostante la scuola sia in difficoltà, il pediatra Károly Illy, membro dell’OMT – comitato che consiglia il governo sulle misure Covid- non considera la chiusura delle scuole un’opzione.

“Il RIVM ha stabilito che il 10% dei contagi  può essere ricondotto all’assistenza all’infanzia e all’istruzione”. Secondo Illy ben 3 milioni di persone -studenti, docenti, personale amministrativo– frequentano o lavorano nel settore dell’istruzione, quindi il 10% appena non sarebbe un numero molto consistente.

Ma il RedTeam, un gruppo indipendente di esperti, chiede un lockdown duro, che coinvolga anche le scuole: il distanziamento non è obbligatorio nei cicli inferiori di studio, quindi l’istruzione non è sicura al 100%, dice il comitato.

Il ruolo esatto delle scuole nella diffusione del virus non è ancora del tutto chiaro. Ma il RedTeam vuole che le scuole chiudano per alcune settimane e vadano in lockdown: “Le scuole devono essere chiuse per due settimane e dovrebbero poter rimanere aperti solo supermercati e farmacie. Se lo facciamo ora, possiamo riprendere la nostra vita in poche settimane”, hanno detto solo qualche giorno fa.

Illy non vede il valore aggiunto. “Probabilmente non saranno solo due settimane. E inoltre, non è il momento. Le scuole non giocano un ruolo così importante nella diffusione del virus. La chiusura delle scuole non ha quasi alcun effetto, secondo gli studi all’estero”.

Il distanziamento, soprattutto per i giovanissimi, secondo molti sarebbe un problema.