In base ad un sondaggio, tre insegnanti di scuola elementare su quattro ammettono di avere “grandi difficoltà” ad aiutare i bambini con disturbi comportamentali o disabilità.

Il sondaggio, svolto dall’associazione Lerarencollectief su un campione di 2.500 docenti, rivela che molti di loro credono di non avere le competenze o il tempo per seguire i bambini che richiedono assistenza speciale.

Sono passati sei anni da quando il governo olandese ha deciso di cambiare drasticamente la sua politica su questo tema; secondo le disposizioni della riforma “Educazione Inclusiva” (Passend Onderwijs),  la responsabilità di creare uno spazio educativo adatto per ogni bambino è affidata alle singole scuole, comprendendo gli alunni hanno bisogno di cure extra, che prima erano principalmente indirizzati  verso “scuole speciali”.

A seguito di queste disposizioni governative, il numero dei bambini iscritti alle SBO ( Speciaal basisonderwijs) è calato. In queste scuole, gli alunni conseguono gli stessi obiettivi pedagogici dei loro coetani ma le classi  hanno dimensioni ridotte, in modo da assicurare un sostegno mirato a ogni bambino. I ragazzini, solitamente con disturbi dell’apprendimento, problemi comportamentali o un QI inferiore alla media, hanno a disposizione due anni in più (fino ai 14) per concludere la formazione primaria.

Esistono poi altri tipi di scuole speciali per bambini con disabilità più severe, malattie croniche e disturbi comportamentali gravi. Attualmente, circa 1 milione e 400 mila bambini frequentano scuole elementari tradizionali, mentre 100 mila sono iscritti a diversi tipi di scuole speciali.

Circa l’80% degli insegnanti pensa che il proprio lavoro sia cambiato da quando il governo ha convogliato molti bambini con disabilità nelle scuole tradizionali. Nel 2014 circa 4.000 bambini erano esclusi dal sistema scolastico perché non rientravano né nell’ “educazione speciale” né nelle scuole tradizionali. Tuttavia, negli ultimi anni il numero di bambini che viene scolarizzato da casa è salito a 5.000. Già in passato molti report avevano evidenziato le problematiche del trasferimento di bambini con bisogni speciali nelle scuole normali.

“La maggior parte dei maestri sono negativi perché hanno sperimentato quanto sia difficile, e talvolta impossibile, aiutare bambini che necessitano attenzioni extra”, ha spiegato a NRC Sharon Martens, membro del consiglio di Lerarancollective.

“Le classi miste sono belle in teoria, ma sono troppo numerose e non ci sono abbastanza competenze nelle scuole per sostenere questi bambini. A volte i docenti hanno 4 o 5 bambini con bisogni speciali in classe, insieme ad altri 20 o 30 che richiedono comunque attenzione. Non è gestibile.”