Un ricerca condotta dal consiglio comunale di Amsterdam mostra che le scuole della capitale non si adoperano a sufficienza nella promozione dell’istruzione bilingue, e che dovrebbero impegnarsi di più nel favorire l’integrazione tra bambini che parlano lingue diverse.

Secondo il rapporto quasi la metà (45%) dei figli di “expats” frequenta scuole olandesi, mentre solamente un 40% frequenta scuole internazionali, istituti dalle rette decisamente più alte e con liste d’attesa più lunghe della norma.

In questo scenario, il 25% di coloro che portano i figli in scuole olandesi si dichiara tuttavia insoddisfatto di come le istituzioni trattano chi non parla la lingua nazionale. Lamentando come diverse scuole elementari (basisscholen) tendano anche a non accettare studenti bilingue per paura che i risultati dei test nazionali si abbassino.

Le conclusioni della ricerca arrivano a poche settimane dal lancio di un progetto pilota patrocinato dal Sottosegretario all’Istruzione Primaria, Sander Dekker, secondo il quale le scuole elementari dovrebbero offrire almeno un 15% di corsi in Francese, Tedesco e Inglese.

Le scuole coinvolte nel progetto sono diverse, ma i risultati non si avranno prima del 2019. Nel mentre, però, è già polemica: SP e PVV, secondo Het Parool, temerebbero infatti per la la “buona qualità” della lingua olandese e per l’istruzione dei ragazzi con difficoltà cognitive.