Le scuole superiori olandesi si stanno sbarazzando dell’orario tradizionale. Attualmente circa un quinto delle scuole secondarie ha abbandonato le lezioni da 50 minuti. Lo riporta un sondaggio condotto da Leerling 2020, un progetto dell’organizzazione di settore VO-Raad.

Da quando il Ministero dell’Istruzione ha cominciato a essere meno rigoroso sugli orari di lezione, le scuole hanno cercato metodi d’insegnamento alternativi. Lo scopo è permettere agli alunni uno spazio in cui definire il proprio percorso d’apprendimento. Si stanno sperimentando diversi orari di lezione: quelle da 60 minuti, ore opzionali in cui gli alunni possono scegliere quale lezione frequentare, ore dedicate allo svolgimento dei compiti, 80 minuti per lo studio e settimane contenenti quattro giorni d’insegnamento frontale più uno di progettazione educativa.

Il College Fioretti a Lisse, per esempio, adotterà il prossimo anno il cosiddetto metodo educativo 20/80. Secondo questo programma, nella settimana quattro giorni verranno dedicati ai programmi ministeriali e nel quinto sarà data la possibilità agli alunni di visitare aziende o istituti professionali per esempio. “Pensiamo che sia importante che i nostri studenti abbiano un punto da cui partire quando arriverà il momento di scegliere”  spiega il rettore Astrid Buijs ad AD.

Nonostante questi nuovi programmi sperimentali comportino lavoro extra e aggiustamenti per il corpo docente, le scuole stanno cominciando a vedere i benefici sugli alunni. Il liceo Visser ‘t Hooft di Rijnsburg due anni fa è passato dalle lezioni di 45 minuti a quelle di 60. Secondo il direttore Geer van Zandwijk, la scuola è molto più tranquilla da quando gli studenti non si spostano più di classe in classe. “In più le gli insegnanti, avendo più tempo a disposizione, possono approfondire meglio gli argomenti. Precedentemente gli studenti non facevano in tempo a sedersi che già dovevano cambiare aula” racconta al giornale.