È circa il 75% dei cittadini polacchi ad avere un lavoro nei Paesi Bassi. Una percentuale tanto alta tuttavia non compensa il fatto che siano molto più esposti a contratti flessibili e precari rispetto ai cittadini olandesi. I polacchi sono impiegati principalmente in lavori manuali e sovraccaricati di ore lavorative. A riportarlo una ricerca socio-culturale condotta dal gruppo di esperti SCP.

Con circa 160.000 cittadini registrati, la comunità polacca è uno dei sei gruppi più numerosi sul suolo olandese. Alla loro presenza fissa si aggiungono i 90.000 che arrivano stagionalmente nei Paesi Bassi solo per lavori occasionali.

Il sondaggio, condotto su 1.000 cittadini polacchi ha riportato che tre quarti di questi hanno in progetto di rimanere in Olanda per almeno altri cinque anni e più della metà delle coppie intervistate si dice intenzionata a crescere i figli qui.

In particolare, sono l’agricoltura e l’orticoltura i settori in cui i cittadini provenienti dalla Polonia vengono più spesso impiegati.

Nonostante le numerose ore di lavoro, i cittadini polacchi guadagnano in media un terzo in meno degli olandesi e il 17% vive in condizioni di povertà. Solo l’1,8% sta facendo ricorso ai benefits sociali, una percentuale minore rispetto al 2,6% di olandesi che si appoggia al welfare.

L’accesso alle facilitazioni dipende molto dai periodi di permanenza nei Paesi Bassi. Il 37% degli immigrati che sta in Olanda da molto tempo ora possiede una casa di proprietà

Allo stesso tempo, spesso i cittadini polacchi hanno difficoltà a integrarsi con gli olandesi e spesso si sentono trattati come cittadini di seconda classe. La percentuale di coloro che si sono imbattuti in discriminazioni è cresciuta dal 38% del 2009 al 46% dello scorso anno. Nonostante questo, valutano la loro qualità della vita con un punteggio medio di 7.1 su una scala di 10.