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Scontri Belgio-Marocco, Ozcan Akyol: sono infastidito da quei bastardi che sfasciano tutto

Screenshot: Twitter

Il docente turco-olandese Ozcan Akyol, coinvolto nel dibattito sul multiculturalismo nei Paesi Bassi, in un editoriale pubblicato dal quotidiano AD commenta le rivolte in varie città dopo la vittoria della squadra di calcio marocchina.

“Folti gruppi di idioti hanno approfittato di quell’occasione: hanno demolito tutto quello che hanno trovato, lanciato fuochi d’artificio incautamente e alla fine ci sono stati scontri con la polizia. Sui social media, e in vari commenti, è stato puntato il dito contro l’origine etnica di questi ragazzi, perché si dice che siano una metafora della società multiculturale fallita. Conclusione: chiunque abbia quell’origine etnica finisce comunque nel mucchio”, dice Akyol.

Ma citando una sua apparizione venerdì mattina in una scuola secondaria di Zwolle, per promuovere il piacere della lettura nelle classi, ad Ozcan è stata posta una domanda dall’unico ragazzo di origini turche: “quali sono i momenti in cui non ti senti accettato dagli altri olandesi?”, gli avrebbe chiesto l’adolescente.

“Gli ho raccontato delle rubriche, per esempio su questo giornale, che suscitano reazioni piuttosto forti. Ad esempio, in tutti quelli che mi invitano a “tornare nel mio paese”. Ho anche aggiunto che questo problema continuerà a perseguitarmi per tutta la mia vita. Il ragazzo si è fatto triste:  non era per la mia visione del futuro, ma soprattutto perché pensava alle proprie prospettive, fatte di pregiudizi e arretratezza”.

“Quello che molte persone che sono ora così appassionatamente coinvolte nel dibattito non sembrano comprendere appieno è che il ragazzo di Zwolle, decine di migliaia di altri adolescenti e io potremmo essere ancora più colpiti da quei bastardi di Rotterdam e L’Aia rispetto ad altri”, prosegue il columnist di AD: “Un processo di integrazione o di assimilazione non è mai completo se ad ogni incidente si viene trascinati e inclusi in un immenso gruppo. Quando c’è confusione, l’individuo improvvisamente non esiste più”.

Akyol scrive dalla Turchia, dove dice di sentirsi un estraneo: “Va bene cosi. Sono nato a Deventer. Quello che mi dispiace è che l’adolescente di Zwolle non si senta a casa in nessuno dei due paesi. Abbiamo ancora molta strada da fare.”

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