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Scontri all’Università di Amsterdam, il rettore non intende interrompere rapporti con atenei israeliani

Photo: Michela Grasso

Il rettore dell’Università di Amsterdam (UvA) si trova da giorni nel bel mezzo di proteste a favore della Palestina e in un’intervista al programma tv di NOS, Nieuwsuur,Peter-Paul  Verbeek ha risposto alle recenti situazioni accadute all’università e ha respinto l’idea di interrompere completamente la collaborazione con entità israeliane. 

Il rettore ha definito le richieste dei manifestanti, tra cui la rottura dei legami con aziende e organizzazioni che supportano Israele, “praticamente non trattabili” e ha chiarito che le collaborazioni dell’UvA con università israeliane sono pubbliche e che non intende interromperle. Ha sottolineato l’importanza del dialogo scientifico nel raggiungere un accordo o nel dissentire pacificamente.

L’UvA ha un quadro etico che stabilisce i limiti delle collaborazioni, ha spiegato Verbeek: l’UvA non vuole contribuire a progetti militari ma lavorare per un mondo sostenibile. Si è dichiarato disponibile a esaminare come il loro quadro possa essere formulato per affrontare la situazione attuale, senza introdurre un nuovo quadro, ma definendo meglio cosa significa in pratica.

Il rettore ha chiarito, inoltre, che non intende trattare con coloro che hanno commesso atti vandalici. In sostanza, definendo le richieste quasi irricevibili ha ribadito la volontà dell’UvA di lavorare su un quadro etico più chiaro che guidi la collaborazione futura ma chiude alla possibilità di una sospensione delle relazioni con le Università in Israele.

Il rettore ha dichiarato di essere costantemente in contatto con i manifestanti, ma ammette di non conoscere l’identità di alcuni di loro a causa del loro volto coperto: “Questo rappresenta davvero un ostacolo al dialogo”, ha ammesso Tuttavia, ha sottolineato l’importanza di mantenere un dialogo aperto anche con questo gruppo. Verbeek ha affermato di credere che alcuni degli studenti con cui sta negoziando siano affiliati a gruppi di attivismo e ha anche dichiarato di parlare con alcuni docenti dell’UvA. Tuttavia, ha espresso difficoltà nel comunicare efficacemente quando non è possibile vedere il volto dell’interlocutore.

Verbeek ha spiegato che la decisione di denunciare è stata presa a causa della pericolosità della situazione ma  ha negato categoricamente le accuse secondo cui la polizia sarebbe intervenuta durante i colloqui con i manifestanti. Anche alcuni docenti hanno partecipato alle proteste e hanno criticato duramente la gestione dell’università in una lettera aperta. Tuttavia, Verbeek ha sottolineato che l’obiettivo non è vietare le proteste, ma garantire che avvengano in modo pacifico.

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