Rini Dippel, una figura di riferimento dello Stedelijk Museum di Amsterdam, è morta lo scorso sabato. La notizia è stata annunciata sul sito dello stesso museo.

Nata nel 1931, Dippel ha lavorato allo Stedelijk per venticinque anni, ricoprendo il ruolo di vice direttrice quando è andata in pensione. La donna è stata una forza trainante al museo di arte contemporanea di Amsterdam  dal 1966 al 1993, un periodo di grandi sconvolgimenti nelle arti visive e nella società. Come capo curatrice, ha organizzato mostre dedicate a molti celebri artisti tra cui Richard Serra, Ellsworth Kelly, Bas Jan Ader, Tetsumi Kudo, Gilbert & George e altri.

Nell’aprile del 1966, Rini Dippel arriva allo Stedelijk Museum, dove le sono affidati diversi compiti, come documentare la collezione e scrivere comunicati stampa, dato che all’epoca non esisteva un dipartimento di comunicazione.

Una pionera nella curatela dell’arte concettuale

Le mostre che la Dippel organizzava per lo Stedelijk erano ambiziose, spesso di tendenza. Ha lavorato insieme a Wim Beeren alla realizzazione di Op Losse Schroeven (1969). Nel 1971 ha lanciato la “Conceptual Series” del museo, un’iniziativa dedicata all’arte concettuale di artisti come Allen Ruppersberg, John Baldessari, Stanley Brouwn e altri. “L’arte concettuale è un fenomeno di  tendenza che sta chiaramente emergendo”, profetizzò una volta la Dippel in un’intervista.

Dippel ha anche lavorato per diversi anni come caporedattrice della rivista olandese Museumjournaal e ha portato a termine importanti acquisizioni per conto dello Stedelijk.

In una dichiarazione pubblicata sul sito web del museo, Leontine Coelewij, curatrice dello Stedelijk, ha detto: “Con la scomparsa di Rini Dippel perdiamo una persona molto dedicata, una onte d’ispirazione con un’enorme conoscenza dell’arte contemporanea. Umile com’era, non è mai apparsa come alcuni dei suoi colleghi uomini, ma il suo contributo allo Stedelijk è stato fondamentale”.