di Silvia Girardi

 

25 mila persone hanno invaso le strade dell’Aia ieri pomeriggio per il secondo sciopero globale per il clima.

Seguendo l’esempio di Greta Thunberg i giovani olandesi si sono riversati nelle strade della capitale per chiedere alla politica di prestare la giusta attenzione al clima.

La marcia ha avuto inizio al parco Malieveld, vicino alla stazione centrale, e si è poi snodata nelle principali strade del centro, costeggiando il parlamento olandese e i palazzi del potere per poi concludersi da dove era partita.

A protestare, principalmente, ragazzi e ragazze che al grido di “What to we want? Climate justice! When do we want it? Now!” chiedono al governo di investire di più nella lotta al cambiamento climatico.

Ma anche genitori e bambini più piccoli, nonni e nipoti, scolaresche arrivate da tutta l’Olanda, organizzazioni come Greenpeace o Extinction Rebellion (tra gli organizzatori dell’evento, insieme a Fridays For Future) e il partito verde olandese, GroenLinks hanno preso parte all’evento.

Tanti e coloriti gli slogan: “How dare you?” il “Come osate?” urlato a gran voce da Greta Thunberg al vertice delle Nazioni Unite sul clima, passando per “Act now or drown later”, “Agire ora o annegare poi” sfoggiato da una ragazza vestita da sirena fino a “Talk does not stop global warming, action does”, “Parlare non ferma il cambiamento climatico, le azioni si”. 

La generazione z chiede di attuare il “Green New Deal” (continuamente citato da politici italiani ed europei), di ridurre il consumo di CO2, per esempio riducendo i voli intercontinentali o promuovendo il consumo di prodotti plant based, di rendere l’Ecocidio un crimine contro l’umanità.

I più giovani, insomma, chiedono che si smetta con la retorica e si intraprendano politiche finalizzate e serie, e, specialmente, che si vadano a colpire i “grandi inquinatori”.

La protesta di oggi conclude la settimana per il clima iniziata il 20 settembre, contemporaneamente all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite tenutasi a New York in questi giorni: mentre i politici parlavano di ambiente, i ragazzi erano nelle strade di tutto il mondo a protestare. La generazione che dovrà affrontare i catastrofici risultati dell’innalzamento delle temperature ha infatti dato un chiaro segnale: se non si affronta ora la questione, non ci sarà più tempo.