In Belgio oggi circolano molti meno treni, autobus e tram a causa di uno sciopero nazionale di 24 ore. La protesta è contro le riforme proposte dal governo del premier Bart De Wever.
Secondo l’azienda di trasporto pubblico De Lijn, in media sta circolando solo la metà dei bus e tram, con i disagi maggiori nelle province di Anversa e Limburgo, riporta la VRT. La compagnia ferroviaria NMBS ha annunciato che metà dei treni IC sono stati cancellati, insieme a numerosi treni locali. Anche i collegamenti internazionali con Paesi Bassi e Francia sono ridotti, mentre diversi treni ad alta velocità Eurostar sono stati annullati.
Disagi anche negli aeroporti
Lo sciopero ha avuto un impatto anche sul traffico aereo: il personale di terra dell’aeroporto di Bruxelles-Zaventem è in sciopero, quindi oggi non decolleranno voli passeggeri, bloccando circa 250 voli. All’aeroporto di Charleroi: si registrano lunghe code ai banchi check-in, con attese superiori a un’ora.
Traffico stradale insolitamente scorrevole
Nonostante i disagi nei trasporti pubblici, sulle strade il traffico è sorprendentemente fluido. “Non ci sono code significative”, ha dichiarato l’esperto di viabilità Hajo Beeckman alla televisione fiamminga. Probabilmente molte persone si sono organizzate in anticipo e hanno optato per il lavoro da casa.
Lo sciopero ha colpito anche altri servizi essenziali:
– Traghetti: alcune corse sospese.
– Raccolta rifiuti: ritardi nel servizio.
– Poste: consegne ridotte.
– Supermercati: problemi di rifornimento.
– Sanità e istruzione: diverse scuole chiuse o con didattica a distanza; impatto variabile negli ospedali.
Nel porto di Anversa, una trentina di navi cargo sono ferme in attesa di entrare, a causa della ridotta disponibilità di rimorchiatori e chiuse. A Zeebrugge, i disagi sono meno marcati.
Le motivazioni dello sciopero
I sindacati ABVV e ACV protestano contro le nuove misure del governo, temendo:
– Pensioni più basse.
– Penalizzazioni economiche in caso di malattia o disoccupazione.
– Maggiore flessibilità richiesta ai lavoratori.
Il sindacato liberale ACLVB ha scelto di non aderire, preferendo continuare il dialogo con il governo. Il ministro delle Finanze e delle Pensioni, Jan Jambon, ha annunciato un incontro con i sindacati nel pomeriggio. In un video sui social, ha dichiarato che le riforme delle pensioni saranno introdotte in modo “graduale” e “socialmente equo”.







