L’inchiesta pubblicata dal portale della TV di Stato NOS, ha fatto emergere che per anni ispettorato del lavoro non ha mai svolto ispezioni nell’area bagagli e dell’aeroporto, mentre una serie di abusi dei diritti dei lavoratori venivano perpetrati.

Eppure, nel 2004 l’ispettorato, nel corso dell’ultima ispezione registrata dal portale, aveva effettivamente riscontrato delle violazioni: allo staff veniva chiesto di lavorare con pesi che cedevano lo standard previsto dalla legge. Le autorità di regolamentazione, in quell’occasione, chiesero alla società che gestiva il lato tecnico dello smaltimento dei bagagli di acquistare le attrezzature che avrebbero facilitato il lavoro e ridotto il carico.

Ne seguì un procedimento, e alla fine della causa la società fu costretta a intervenire sulla questione. Tuttavia, non risultano altre ispezioni effettuate negli anni a seguire.

NOS ha svolto una nuova inchiesta pubblicata ieri e l’ispettorato è intervenuto sostenendo di aver pianificato un nuovo controllo a Schiphol.

Tuttavia, L’intervento è arrivato tardivamente: stando a quanto Rilevato dal portale, molti dipendenti Hanno continuato a dover lavorare senza l’ausilio di attrezzature tecniche adeguate, costretti a svolgere molti lavori pesanti a mano, e non come sarebbe prescritto con muletti o altre attrezzature, perché il tempo non lo consente pure perché la società semplicemente non si è dotata di queste attrezzature previste dalla legge.

Le domande sollevate sono molte: perché l’ispettorato, che pure avrebbe effettuato delle ispezioni in questi dodici anni e, non ha mai chiesto la documentazione relativa alle attrezzature tecniche? Stando ai rapporti depositati presso l’autorità, le indagini si sarebbero limitate alle sostanze pericolose e non avrebbero riguardato il carico di lavoro.

Ciò che è accaduto, è che dagli anni novanta l’ispettorato, Seguendo le direttive politiche del ministero, ha scelto di non intervenire nei rapporti tra lavoratori e datori: secondo questa politica, le parti devono autoregolamentarsi e trovare un equilibrio tra di loro. L’ispettorato si sarebbe limitato a fornire delle linee guida e ad imporre alla società di adottare un codice di auto regolamentazione.

Benché dal 2012 il personale in servizio all’ispettorato sia effettivamente aumentato, e dice ancora il portale, il numero di controlli è crollato: oltre ad ispezioni vengono utilizzate anche altri strumenti di vigilanza, scrive l’ispettorato del rapporto pubblicato nel 2019.

La direttiva è effettivamente quella di intervenire il meno possibile per evitare intoppi sul lato produttivo della società.

Secondo docenti di diritto del lavoro intervistati da NOS, l’auto regolamentazione ha mostrato di non funzionare bene in contesti dove c’è un altissimo livello di concorrenza: la tendenza al ribasso dello standard, per cercare di offrire il prodotto più economico e sbaragliare la concorrenza si è mostrata una costante.

In maniera abbastanza sorprendente, l’ispettorato ha sostenuto di non essere intervenuto perché nessun lavoratore ha effettivamente denunciato la condizione di sfruttamento.

L’autorità istituita per controllare, Insomma, se la prende con i lavoratori.