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“Ora che il numero di contagi continua a diminuire e un vaccino è all’orizzonte, a Wetstraat la situazione sta  gradualmente tornando alla normalità. Nell’arena politica si torna a parlare di tassazione e migrazioni, fulcro del dibattito politico per la classe media”, scrive il quotidiano fiammingo De Tijd.

Il premier Alexander De Croo è ottimista e sebbene la pressione sulla terapia intensiva rimanga alta e altri sforzi siano necessari, non è escluso che Natale possa essere in famiglia, dice il governo. Si tratterebbe, insomma, di una “ricompensa” ai cittadini per gli sforzi fatti.

“Ma dopo la seconda ondata, De Croo vuole assolutamente evitare un’ondata di Natale o Capodanno a gennaio e febbraio” e il Paese guarda al nuovo vaccino che potrebbe preannunciare un “ritorno alla normalità”, auspicano le istituzioni: “La politica quindi non sarà più mera gestione delle crisi, come avviene da marzo. Ci sarà ancora spazio per un “choc des ideas”, per il disaccordo organizzato. Questa settimana abbiamo già avuto un assaggio di cosa si tratterà: tasse e migrazione”, scrive De Tijd.

La sentenza della Corte di giustizia europea sui redditi da locazione all’estero ha sollecitato la riapertura di un dibattito pubblico non-Covid: il primo punto di “politica normale” ad essere stato discusso dall’inizio della pandemia è una grana per i liberali fiamminghi: il governo parla di patrimoniale quando l’accordo liberale con l’N-VA, i nazionalisti fiamminghi di  Bart De Wever e il PS di Paul Magnette saltò proprio su una forma di patrimoniale.

“Ma intanto il tavolo del governo ha proposto una nuova tassa sui titoli, che dovrebbe fruttare 428 milioni di euro, dal ministro delle Finanze Vincent Van Peteghem (CD&V)” e così Open VLD dovrà spiegare all’elettorato a cui guarda, di centro, lo stesso di N-VA, il perchè di questa svolta, che potrebbe prestare il fianco ai nazionalisti fiamminghi. 

E De Weaver, passata la pandemia, è pronto a martellare il governo federale su terrorismo e migrazioni, temi sui quali la maggioranza non ha un’idea univoca.

Zakia Khattabi, ministra ambientalista, avrebbe negato di voler presentare un piano per una tassa sulle emissioni: “In materia fiscale non si farà nulla, che si tratti di questioni verdi o di altro tipo, al di fuori del quadro della riforma fiscale, che sarà delineata dal mio collega, il ministro delle Finanze Vincent Van Peteghem (CD&V)”, ha detto.

“Dopo gli attacchi in Francia e a Vienna, sono sorte le stesse accese discussioni sull’Islam radicale come dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles. È sorprendente che questa volta il dibattito diventi più acceso nel Belgio francofono che nelle Fiandre”, scrive ancora De Tijd.

Quale sarà l’approccio del governo belga sul tema dell’Islam? Per ora non è noto ma a fare capolino è il nuovo sottosegretario all’immigrazione Sammy Mahdi, figlio di un rifugiato iracheno che vuole rigore ma equità con le politiche dell’asilo. Questa settimana ha twittato che per la prima volta dal 2016  richiedenti asilo che non hanno ottenuto lo status, sono tornati nel loro Paese.