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“Scenario napoletano per Amsterdam”, l’azienda di smaltimento di rifiuti lancia l’allarme: rischiamo il fallimento



Il terrore dei sacchi della spazzatura che si accumulano in città completa la crisi dell’AEB, il centro di smaltimento rifiuti di Amsterdam. Ora che un piano di salvataggio è stato posticipato, il timore più grande, ossia l’effetto di città come Roma e Napoli anche nella capitale, si fa più concreto, scrive il Parool.

“Condizioni napoletane nelle strade di Amsterdam” questa è la prospettiva che l’industria dei rifiuti delinea in una lettera di fuoco. Montagne di rifiuti in decomposizione che non vengono raccolti, perché la compagnia di smaltimento dei rifiuti di Amsterdam AEB sta per cadere nel Westelijk Havengebied.

L’associazione per la gestione dei rifiuti ha invitato il consiglio comunale giovedì a mettere nero su bianco garanzie finanziarie per l’AED in difficoltà. A causa di problemi tecnici, l’azienda ha chiuso gran parte dei suoi inceneritori di rifiuti. Altri centri per la raccolta di rifiuti hanno promesso di subentrare , ma possono farlo solo se il comune – azionista al 100% della società- farà la sua parte.

L’escalation nella crisi di AEB, secondo il Volkskrant, avrebbe raggiunto l’apice quando la società ha annunciato -a causa della situazione economica precaria in cui versa- di non aver fondi sufficienti per poter garantire nei prossimi tempi, il trasporto della spazzatura ad altre centrali elettriche.

Preoccupazione doppia: 400 persone rischiano di rimanere senza lavoro e l’immondizia di non essere raccolta dalla strada.

Per scongiurare il rischio che Amsterdam diventi come Roma, servono in fretta 35 milioni di euro e garanzie

All’inizio di questa settimana, due delle sei linee di incenerimento sono state chiuse per le riparazioni necessarie perché la sicurezza del personale non poteva essere garantita, aggiunge Het Parool. Al momento, il 70% dei rifiuti che AEB normalmente smaltisce, deve essere portato altrove.

Il comune, dice ancora il quotidiano di Amsterdam, tace. Secondo un portavoce, la soluzione sarebbe allo studio dell’amministrazione.






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