In un commento apparso sul Trouw, Stevo Akkerman, scrittore e opinionista del quotidiano analizza la vicenda dello scandalo sussidi che ha travolto il governo. Travolto? “Ora sai tutto; che le persone venivano distrutte, che il sistema era marcio, che non veniva fatta giustizia, che i documenti venivano occultati, che i fatti venivano chiamati favole, che la verità veniva cancellata, che il parlamento veniva ingannato, che rappresentanti del popolo fedeli al loro mandato venivano bloccati, che i giornalisti ostinati venivano intimiditi, che ogni rivelazione si è rivelata un torto ancora più grave, che sono state distrutte anche più persone di quanto pensassi”. Secondo Akkerman ora è tutto nero su bianco, e il racconto è inserito nelle pagine del rapporto-shock redatto dalla Commissione parlamentare di inchiesta.

“Bel paese, i Paesi Bassi. Ma a volte anche un paese marcio. Su Twitter, l’autore britannico Ben Coates, che vive qui, ha riassunto alcune riflessioni sull ‘”atteggiamento olandese nei confronti del fallimento del governo”. Interessanti le osservazioni di un outsider, stupito dalla “docile” contrapposizione della nostra opposizione e della stampa. Ed è vero che la cultura olandese dei governi di coalizione può erodere la funzione di controllo del parlamento. L’opposizione di oggi è l’alleata di ieri e forse anche di domani. Coates ha anche sottolineato l’autostima olandese; da nessuna parte è così ben organizzato come qui; se va male altrove, sono stupidi lì. O disorganizzati, il che significa la stessa cosa”, prosegue Akkerman.

In altri tempi, e per vicende meno serie, il governo si sarebbe -certamente- dimesso, osserva il columnist di Trouw. Il dato più preoccupante dello scandalo dei sussidi, infatti, non è solo la sofferenza inferta a persone non colpevoli di nulla, se non di aver commesso errori nella compilazione di una richiesta di sussidio oppure di appartenere a minoranze etniche: questo, già da solo, dovrebbe colpire. Il problema è soprattutto il modo in cui il governo olandese in carica, e pezzi dell’opposizione che in passato sono stati maggioranza, si siano chiusi a guscio, sacrificando le regole e lo stato di diritto per proteggere il sistema di cui fanno parte.

“Un governo democratico non vede la violazione dei diritti dei cittadini come parte del gioco politico”, dice ancora Akkerman che sottolinea i problemi enormi che la vicenda ha messo in luce: la politica non controlla l’amministrazione, l’amministrazione e la politica non hanno nessun interesse per le regole democratiche, l’apparato si autotutela.

“La conclusione del comitato Van Dam, che parla di “ingiustizia senza precedenti”, può essere fraintesa come “tutti sono colpevoli, quindi nessuno è colpevole”. Ma esiste la responsabilità politica e i governi sono caduti per molto meno”, conclude Akkerman.