Telefonate preoccupate al Garante per la privacy dopo il furto di dati a GGD, scrive NOS L’autorità olandese per la protezione dei dati, che monitora l’applicazione delle norme sulla privacy, afferma di aver ricevuto molte telefonate da quando è stato appreso lunedì che due dipendenti di GGD sono stati arrestati per aver scambiato i dati di persone che si sono fatte testare Corona virus.

Si riceverebbero così tante telefonate sul furto che l’autorità olandese per la protezione dei dati è difficile da raggiungere e chi chiama deve aspettare a lungo, dice NOS. L’organizzazione rinvia le persone al GGD

La scorsa settimana, un giornalista di RTL Nieuws ha scoperto l’esistenza di un commercio su larga scala, tra le altre cose, di nomi, indirizzi e numeri di previdenza sociale di persone che si erano sottoposte al test al GGD. I dati sono stati offerti in vendita su Telegram.

Dopo la pubblicazione del servizio, due dipendenti GGD sono stati arrestati per furto di dati: si tratterebbe di un 23enne di Alblasserdam e un 21enne di Heiloo. Tuttavia, secondo il  giornalista di RTL Nieuws, il ministro De Jonge non racconta tutta la storia; si sarebbe difeso dicendo che a tutti i dipendenti è chiesto un VOG, certificato di buona condotta, ma ciò non sarebbe corretto: il giornalista, infatti, sostiene di aver parlato con almeno una decina di persone che non hanno mai dovuto mostrare il certificato.

Il lavoro di GGD è svolto, insomma, in maniera abbastanza amatoriale. Nonostante la discussione alla Kamer, molti gruppi politici non sono soddisfatti dalle risposte del ministro: fuga e furto di dati a GGD avverrebbero su larga scala e minimizzare non rispetterebbe la reale dimensione del fenomeno.

 

Il rispetto della privacy, come già denunciato da Nieuwsuur, è insomma di scarsa importanza per GGD. Secondo un’inchiesta di qualche giorno fa, infatti, sembra che i dati personali vengano gestiti da decine di persone.

L’autorità olandese per la protezione dei dati afferma che sono stati richiesti chiarimenti al GGD.