Source pic: screenshot FB page LGU Academy / Let’s Go Urban

La verifica della città di Anversa sui sussidi per le associazioni di Sihame El Kaouakibi, parlamentare fiamminga e imprenditrice sociale, finita nella bufera per sospette frodi, tira in mezzo anche le autorità fiamminghe: stando all’audit locale, le verifiche su sussidi elargiti sarebbero state molto superficiali.

La città se la prende con la parlamentare fiammingo, che avrebbe usato  in modo improprio fino a 350.000 euro di sovvenzioni. Ma l’audit è duro anche con la città stessa.

Secondo il rapporto, dice VRT che ne ha visionato uno stralcio, Sihame El Kaouakibi gestiva la propria organizzazione senza scopo di lucro con il fine di deviare i sussidi verso sue società private.

La verifica pubblica era superficiale ma le conclusioni vanno molto oltre, dice VRT: secondo gli autori dell’audit, non è – ad esempio – escluso che i dipendenti delle aziende private non siano stati pagati con fondi pubblici destinati a Let’s Go Urban (LGU), il progetto per giovani svantaggiati, promosso dalla El Kaouakibi.

E acquisti fatti con i soldi pubblici, sarebbero finiti a JJ House – una delle iniziative private di Sihame El Kaoukibi e della sua compagna Erika Nguyen, senza ragione alcuna. I documenti, dice ancora VRT, parlano di altre fatture, per un totale di circa 54.000 euro, destinate a nascondere il fatto che i soldi dei sussidi andavano alle sue società private.

Pare che Sihame El Kaouakibi abbia versato fino a 350.000 euro di sovvenzioni alle sue società private e alla città sarebbero stati fatturati almeno 260mila euro circa per servizi che non erano destinati all’Urban Center (il nuovo edificio di Let’s Go Urban su Kiel) ma a una società privata.

La domanda che si fa il portale, non è tanto se fossero molti i soldi pagati alla stichting della parlamentare fiamminga ma se fosse giucosì tanto denaro urbano è andato alla LGU, giustamente, era proporzionale ad altre organizzazioni senza scopo di lucr. E due, c’era un controllo sufficiente su come venivano spesi i soldi?

La risposta a questa prima domanda non arriva. Ma sul secondo – sul controllo – la risposta è un inconfondibile no. Non che non ci fosse controllo, conclude l’audit, o che ci fosse un intento doloso da parte dei servizi cittadini. Ma c’era troppo poco controllo, troppo superficiale, troppo poco controllo, troppo poco coordinamento tra i servizi cittadini.

Da parte del dipartimento immobiliare, ad esempio, non c’è stato “alcun follow-up tecnico nonostante le dimensioni del progetto durante la nuova costruzione e ristrutturazione dell’Urban Center”.

E poi una frase eclatante: “A causa dello stretto rapporto e della collaborazione fiduciaria, è mancato l’occhio critico”.

Un’altra domanda importante è: e adesso? Come procedere con LGU e il suo funzionamento, che è comunque elogiato da molti. Una decisione in merito non può richiedere molto tempo: i sussidi per il momento sono stati congelati, ma i soldi della LGU si esauriranno alla fine del mese. Un commissario comunale può essere nominato per controllarne l’operato.