Il Ministero della Salute sapeva che Sywert van Lienden e i suoi collaboratori avrebbero tratto profitto dalla vicenda delle mascherine. Allo stesso tempo, “hanno esercitato pressioni sul ministero, hanno travisato le cose e si sono schierati deliberatamente l’uno contro l’altro”. Questo è quanto ha affermato venerdì il ministero sulla base del tanto atteso rapporto di indagine dell’agenzia Deloitte.

Van Lienden ha concluso un accordo con il ministero della salute nell’aprile 2020 per la fornitura di 40 milioni di mascherine. Nel periodo iniziale della crisi, c’era una grande carenza di mascherine e a quel tempo, Van Lienden sostenne con forza l’acquisto di uno stock tramite un suo contatto, affermando si trattasse di un’operazione “umanitaria”, dice NU.

Oltre un anno dopo, de Volkskrant ha rivelato che Van Lienden e i suoi soci in affari avevano fatto una fortuna grazie all’operazione:  Van Lienden aveva guadagnato 9 milioni di euro dall’affare. I suoi soci 5 milioni di euro ciascuno.  La ricostruzione che hanno fatto i ricercatori mostra che il ministero ha avuto “un coinvolgimento decisivo” nella chiusura del deal: il Landelijk Consortium Hulpmiddelen (LCH), l’ente appositamente costituita per l’approvvigionamento degli aiuti, in realtà non sosteneva l’accordo ma il ministero della salute e’ voluto andare avanti comunque.

Il ministro Conny Helder  afferma che Van Lienden  ei suoi soci in affari hanno deliberatamente seminato confusione sul rapporto tra la loro  fondazione e una compagnia a fine di lucro omonima che gli stessi gestivano, dice ancora NOS. Quando l’accordo è stato finalmente concluso, i funzionari del ministero sapevano che lo stavano facendo con la società commerciale. “Ma le persone non erano consapevoli del fatto che il profitto sarebbe stato così elevato”, afferma Helder.

L’indagine di Deloitte mostra che i partner d’affari “hanno esercitato una notevole pressione” sul ministero, secondo Helder. Inoltre, secondo lei, davano una “rappresentazione errata delle cose” e giocavano deliberatamente l’uno contro l’altro.  Van Lienden ei suoi soci in affari non hanno collaborato pienamente con l’indagine di Deloitte, scrivono i ricercatori. Ad esempio, non hanno condiviso clip audio complete quando richiesto. L’inchiesta non ha rivelato nuovi fatti sul coinvolgimento di Hugo de Jonge, allora ministro della Salute che stando al  Volkskrant voleva “tenersi buono” Van Lienden.