Il governo olandese ammette che il Parlamento avrebbe dovuto essere informato prima dell’esistenza di un archivio digitale del Belastingdienst contenente documenti sullo scandalo dei sussidi per l’assistenza all’infanzia. L’archivio, scoperto solo nel 2025, contiene almeno 64 milioni di file che la commissione parlamentare d’inchiesta non ha potuto esaminare.
La cosiddetta datakluis era stata creata nel 2019 per conservare temporaneamente i documenti che l’amministrazione fiscale non era riuscita a esaminare e cancellare secondo le norme sulla privacy. In seguito, però, la sua esistenza era stata dimenticata. Il governo ne è stato informato formalmente solo nel luglio 2025 e il Parlamento nell’aprile di quest’anno.
Alcuni controlli hanno mostrato che nell’archivio si trovano documenti che avrebbero dovuto essere messi a disposizione della commissione che ha indagato sullo scandalo. Il governo assicura tuttavia che i nuovi documenti non modificano le decisioni già prese a favore delle famiglie vittime dello scandalo.
Il governo nega che vi sia stata un’intenzione di nascondere le informazioni, ma riconosce che la vicenda è particolarmente grave proprio alla luce dello scandalo precedente. Una commissione indipendente, presieduta dall’ex deputata GroenLinks Senna Maatoug, inizierà a indagare sulla gestione dell’archivio a ottobre.
I documenti saranno infine resi pubblici dopo la rimozione delle informazioni sensibili e coperte da segreto di Stato, un’operazione che potrebbe richiedere molto tempo.







