“L’Olanda è un’impresa di riciclaggio di denaro nel cuore dell’Europa e quindi in parte colpevole dell’omicidio di Peter R. de Vries”, dice Roberto Saviano in un pezzo d’opinione pubblicato sul quotidiano di Rotterdam NRC.

“Mi rivolgo a te, Paesi Bassi. Mi rivolgo agli olandesi con la domanda: ti conosci davvero così poco? I Paesi Bassi hanno davvero un’immagine di sé così distorta? I Paesi Bassi sono uno dei paesi più criminali al mondo. Lo so, è qui che il lettore alzerà il sopracciglio o si incupirà. Qui una persona smetterà di leggere. La maggior parte di loro mi maledirà. Nella migliore delle ipotesi mi vedranno come un idiota, nella peggiore come un nemico dello Stato. Dammi solo un secondo, solo un momento [per spiegare n.d.r.]“.

Inizia così una lunga missiva che lo scrittore di Gomorra ha pubblicato sul quotidiano questa settimana. Nella lettera aperta, Saviano dice di non riferirsi al crimine di strada o ad un sistema corrotto: l’autore di Gomorra parla del crimine diffuso ed endemico in una democrazia come quella olandese, sana e solida: “Quello che ti rende uno dei paesi più criminali al mondo è il tuo sistema economico: sei diventato un’area offshore [paradiso fiscale, n.d.r.]. Sì, formalmente non sei nell’elenco dei paradisi fiscali, ma lo sei”. Elencando le ben note multinazionali che affollano il registro delle imprese olandesi, Saviano dice che la ricchezza portata da questo afflusso legale di società e capitali ha un costo sociale elevato: “i narcotrafficanti [anche lì] agiscono violentemente come in qualsiasi sobborgo di Lagos”, si legge nella lettera.

Saviano se la prende con le piattaforme che fanno scorrere denaro, legale oppure no, attraverso i percorsi legali creati dal paese e che alla fine dimostra di non avere mezzi (o interesse) per ostruire quei passaggi per il denaro sporco: “Chi ha commissionato l’omicidio di Peter R. de Vries sa che chi tocca i suoi soldi tocca i soldi di tutti e sa che può capitalizzare questa opportunità. Sulla necessità del Paese di tacere e di non fare luce sui suoi meccanismi finanziari”, dice ancora Saviano, che affonda il coltello nel tema caro, costante e ricorrente della politica ufficiale olandese: il denaro, la capacità di farne e l’etica di gestirlo.

Il denaro, la ricchezza e la stabilità data dalla prosperità economica sono il focus dell’attività di governo delle coalizioni dei Paesi Bassi e la dura critica dello scrittore nel suo pezzo affonda il dito proprio in questa piaga: nella centralità assoluta del denaro, della finanza e dei capitali, ha prosperato ed è cresciuto a dismisura: “Uno dei motivi dell’omicidio del coraggioso giornalista Peter R. de Vries è probabilmente che era un confidente di un testimone chiave nel processo Marengo. L’Italia avrebbe potuto far fronte al processo Marengo e l’Olanda avrebbe dovuto essere così umile da chiedere consiglio ai paesi con più esperienza nella lotta alla criminalità”.

L’aver ignorato a lungo la potenza della Mocro Maffia ne ha fatto una holding di portata mondiale: “La Mocro maffia si è trasformata da una blanda organizzazione di strada in una holding finanziaria, perché i Paesi Bassi sono un paradiso per i soldi della droga”, dice ancora Saviano che elogia la potenza delle inchieste giornalistiche: i processi richiedono anni, un’inchiesta può far tremare un’organizzazione da subito.

Anche l’aver etichettato il problema come “mafia straniera” è un errore, per lo scrittore italiano: “Questi mondi, che spesso respingi come esterni, stranieri, sono solo il segmento operativo di una confederazione di interessi tutta olandese”, dice Saviano che conclude la lunga lettera con una domanda: “Tutto questo non è mai stato motivato politicamente? Mai menzionato nelle campagne elettorali?”, aggiungendo: “In che modo, cari Paesi Bassi liberi, sei diventato il cuore marcio dell’Europa senza resistenza e opposizione?”