The Netherlands, an outsider's view.

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Sardine expat, il movimento sbarca in NL: “anche qui c’è il sovranismo. E questa volta gli stranieri siamo noi.” Sabato manifestazione ad Amsterdam



di Agnese Soverini

 

photo credit: https://www.facebook.com/6000sardine/

Ormai le Sardine, uscite dalle piazze italiane e grazie al web, giunte nei 4 angoli del globo, sono un fenomeno ben noto a tutti: apartitici ma non apolitici, come amano definirsi, ma a sostegno della sana politica. Il primo flashmob è stato organizzato a Bologna da quattro trentenni – Mattia Santori, Roberto Morotti, Giulia Trappoloni e Andrea Garreffa – per contromanifestare al comizio della Lega promosso proprio a Bologna da Salvini per le elezioni in Emilia-Romagna.

Con l’uso della creatività -dicono- le sardine vogliono far sentire la loro voce sileziosa contro una narrazione politica basata su odio, violenza e populismo. Stanno riempiendo le piazze di Italia, d’Europa e non solo, sono arrivate a New York e ovviamente anche nei Paesi Bassi. Viola Dressino è una delle organizzatrici delle sardine in Olanda e insieme a sei ragazze, dai 20 ai 30 anni, tutte italiane che vivono nei Paesi Bassi. Senza conoscersi, sono entrate in contatto e si sono unite per portare la voce delle sardine e la loro presenza anche qui, in Olanda. In meno di cinque giorni la pagina delle sardine olandesi contava già più di 1200 partecipanti.

“Il fatto che il movimento delle sardine sia arrivato anche all’estero assume un ulteriore valore”, dice Viola a 31mag. “Noi siamo gli italiani all’estero” – continua Viola – “rappresentiamo quella fuga di cervelli che è stata tanto criticata. Potevamo girarci dall’altra parte e non sentirci  chiamate e chiamati in causa. Invece sentiamo il bisogno di partecipare e di scendere anche nelle piazze olandesi. In questo caso gli immigrati, gli stranieri, siamo noi.”

Le sardine olandesi, italiane e del mondo hanno creato un grande network spontaneo. Sono in contatto tra loro, condividendo idee e opinioni. “Per fare un esempio” specifica Viola, “sono state proprio le sardine di Bologna a creare l’evento di Amsterdam”.

La maggior parte delle sardine olandesi sono  italiani residenti nei Paesi Bassi, ma non solo. Si sono uniti al gruppo anche expat di altre nazionalità e tanti olandesi, per vicinanza dei temi ma anche perché interessati all’Italia, perché ci hanno studiato o ci trascorso le vacanze. Quindi si può dire che le sardine italiane hanno incontrato le aringhe olandesi? “Certo” risponde Viola, “spesso ci chiedono di tradurre anche in olandese. Siamo contenti di questa partecipazione, vogliamo aprire questo momento anche ad altre persone, benchè nel rispetto dei valori delle sardine”. Inoltre, Viola ci racconta dell’organizzazione della manifestazione di sabato, a Piazza Dam ad Amsterdam e racconta di aver trovato un aspettato sostegno proprio dal comune.“’Fate bene, ne abbiamo bisogno’, ci hanno risposto quando abbiamo chiesto l’autorizzazione”.

Sabato 30 novembre dunque, le sardine saranno anche in Piazza Dam. “Si vuole andare contro a questa retorica, questa dialettica basata su odio, intolleranza ed esclusione. Non appoggiamo il populismo né i valori che questa politica sta promuovendo. Noi ci saremo – uniti, compatti e stretti. Anche se in silenzio, l’importante è essere insieme e riempire le piazze”, conclude Viola.

Ma non solo. Le sardine sono come un flusso che continua. Il 2 dicembre nuoteranno ad Anversa per unirsi al flashmob organizzato dalle sardine del Belgio in risposta al comizio di Salvini.