Il dipartimento di polizia responsabile della scorta e della sicurezza di personaggi pubblici, non garantisce un addestramento sufficiente al suo personale. Di conseguenza, le persone sotto protezione corrono più rischi del necessario, secondo quanto riferito da diverse fonti a Nieuwsuur, dice NOS.Il DKDB (Dienst Koninklijke en Diplomatieke Beveiliging – Servizio di Sicurezza Reale e Diplomatica) protegge le personalità nella fascia di rischio più elevata, come il Re, il Primo Ministro e politici fortemente minacciati come Geert Wilders. Per farlo, impiega agenti di scorta con competenze mediche, noti anche come “medics”. Tuttavia, negli ultimi mesi questi agenti non erano abilitati e, di conseguenza, non potevano essere impiegati.I “medics” devono infatti svolgere almeno 90 ore di addestramento all’anno, una soglia che è ben lontana dall’essere raggiunta. All’inizio dell’anno l’abilitazione è stata revocata a un piccolo gruppo di agenti, ma da marzo nessun “medic” del DKDB risulta più ufficialmente abilitato.A causa di questo ritardo nell’addestramento, in occasione della Festa del Re (Koningsdag) e del Giorno della Memoria (Dodenherdenking), il DKDB ha dovuto fare affidamento sui Koninklijke Marechaussee, la polizia militare, che disponeva invece di personale medico abilitato per proteggere la famiglia reale. In altri casi, le personalità ad alto rischio si sono spostate senza alcuna scorta medica al seguito.È quanto accaduto il mese scorso al Primo Ministro Rob Jetten durante la sua visita nei Caraibi olandesi: mentre nuotava in mare, è stato morso da quella che presumibilmente era una medusa ed è stato brevemente ricoverato in ospedale. Questo incidente avrebbe potuto avere un esito ben diverso, spiegano gli agenti del DKDB a Nieuwsuur.
Le scorte mediche portano infatti sempre con sé uno zaino con presidi di emergenza, come un’EpiPen (adrenalina autoiniettabile) nel caso in cui qualcuno entri in shock anafilattico. Questo sarebbe potuto succedere al premier Jetten, ma quel kit medico quel giorno non c’era.
Confusione all’interno del servizio di polizia
I “medics” non sono medici professionisti, ma sono autorizzati a eseguire manovre traumatologiche d’urgenza sulla base della cosiddetta “struttura a braccio teso” (verlengde armconstructie). Ciò significa che operano sotto la responsabilità civile e penale di un medico abilitato regolarmente assunto dalla polizia.
Tuttavia, è stato proprio questo medico che a marzo, riscontrando lo scarso addestramento, ha deciso di non firmare più le autorizzazioni per i “medics”. Questo ha scatenato il caos all’interno del DKDB: i vertici della polizia avevano infatti assicurato che le abilitazioni non sarebbero state messe in discussione fino alla fine dell’anno.
Oltre al lavoro di scorta, i “medics” sono addestrati a intervenire tempestivamente con manovre salvavita in caso di emergenza medica: si tratta di interventi invasivi e specialistici, come l’applicazione di una flebo, il trattamento di ferite da arma da fuoco o l’uso di un trapano intraosseo.Non solo: vi sono anche problemi legati ai materiali. Mantenere aggiornati i kit medici è costoso, e la dirigenza avrebbe rinunciato all’acquisto di nuovi zaini, con il rischio che i farmaci all’interno vadano in scadenza. Una situazione che preoccupa fortemente il personale: in condizioni di forte stress, un operatore deve poter trovare i presidi medici a occhi chiusi. “Se prendi la cosa sbagliata, rischi di fare più danni che altro”.