A pochi giorni dal voto  è ancora difficile riuscire ad orientarsi nel labirinto di programmi e proposte. Certamente voterà solo chi è in possesso del passaporto olandese ma le decisioni prese dalla politica, avranno una ricaduta sulla vita quotidiana di tutti i residenti nei Paesi Bassi.

In collaborazione con il progetto Stemkijker di David Voute, che consiste in una serie di interviste con leader e candidati di diversi partiti ai quali sono rivolte domande su temi specifici della campagna elettorale, abbiamo analizzato le proposte di VVD, CDA, GroenLinks, SP e PvdD -tutte formazioni con ottime chance di partecipare a future coalizioni di governo- sui temi di interesse per i lettori non olandesi-

 

Visie op Nederland (una visione sull’Olanda)

Il VVD è il più diplomatico. Il candidato Klaas Dijkhoff esordisce sottolineando come l’Olanda sia un bel paese, pieno di persone pronte a renderlo migliore. Tuttavia “Il governo dovrebbe assicurare che nessuno violi le norme e i valori”.

GroenLinks e il PvdD sono più preoccupati per le condizioni della nazione. Secondo Kathalijne Buitenweg, candidata del GroenLinks (sinistra rosso-verde) “I ricchi diventano sempre più ricchi [… ] vogliamo un paese dove non si urla gli uni contro gli altri ma ci si ascolta.”

Continua poi puntando il dito sui posti di lavoro che non ci sono, promettendo che il suo partito ne creerà almeno 100.000. Anche l’ambiente è importante, e la candidata s’impegna per una diminuzione di emissioni di CO2 e di un’agricoltura più eco sostenibile.

Propositi simili per Marianne Thieme del PvdD: “Una società in cui le persone sono attente le une alle altre” e soprattutto un’Olanda che si prenda cura del pianeta perché non c’è un “plan B, in quanto non esiste un Pianeta B”. Come raggiungere questi obiettivi? Buona educazione e lavoro di squadra, per avere il coraggio di cambiare quando necessario.

Sybrand Buma del CDA accusa una crisi morale del paese. Denuncia condizioni di lavoro ingiuste e un’assistenza sanitaria che non funziona a dovere, promette soluzioni reali per immigrazione e integrazione e afferma: “è tempo per una rivoluzione morale.”

SP, per bocca di Emile Roemer, si avvale di uno slogan ormai familiare: “Vogliamo restituire il potere al popolo.” Il problema, secondo i socialisti, è la convivenza. Qualcosa non funziona più nel nostro modo di stare insieme: “non dovremmo vivere nella comunità come rivali, ma da buoni colleghi e vicini”. Per questo motivo, secondo il candidato, bisogna puntare su ciò di cui tutti usufruiscono: “assistenza sanitaria e sicurezza.”

Immigratie (immigrazione)

 Nonostante tutti i candidati riconoscano il dovere morale di aiutare chi scappa dalla guerra, il come affrontare il problema cambia molto da partito a partito.

CDA e VVD sono i più preoccupati. Se da una parte è necessario aiutare queste persone, dicono, dall’altra è importante proteggere i confini dell’Europa “e non quando le persone sono già arrivate in Olanda” sottolinea Dijkhoff del VVD. Buma del CDA è d’accordo su accogliere chi scappa dalla violenza, ma invita chi proviene da paesi ormai in pace, a tornare lì per dare una mano alla ricostruzione.

GroenLinks auspica una distribuzione più equa dei rifugiati in Europa. Per la candidata Buitenweg il lavoro di squadra tra gli stati membri è l’unica soluzione possibile. Per quanto riguarda lo specifico dell’Olanda lingua e lavoro sono le parole chiave dell’integrazione: “Dal primo giorno i rifugiati avranno la possibilità di imparare l’Olandese.” Completamente d’accordo su questo è il PvdD, che sottolinea come sia necessario lavorare anche sulle condizioni del pianeta per far sì che non ci siano in futuro migrazioni legate al clima e alla fame.

Il candidato di SP è l’unico a menzionare anche l’immigrazione “per lavoro”, soprattutto di persone provenienti dall’Est, e suggerisce un sistema di permessi di lavoro, atto a tutelare sia gli immigrati che gli olandesi disoccupati.

Zorg (salute)

Argomento importantissimo, dato il complesso sistema delle assicurazioni sanitarie, è proprio quello della salute.

Tutti e cinque i partiti sono d’accordo che il sistema sanitario vada migliorato, che le pecche burocratiche siano molte e che spesso a farne le spese sono proprio i malati. Un punto comune per tutti è quello di prestare più assistenza agli anziani sia nelle cure domiciliare, che nelle strutture.

Il VVD è quello che auspica meno cambiamenti, in generale Dijkhoff afferma: “Sono orgoglioso del fatto che l’assicurazione sanitaria sia accessibile a tutti”. GroenLinks e SP vorrebbero eliminare la franchigia. Roemer per l’SP su questo punto è molto chiaro: “vogliamo un fondo sanitario nazionale […] e vogliamo rimuovere il contributo finanziario personale.”

GroenLinks è della stessa opinione. Sono le tasse e le persone più ricche a dover pagare, non i malati. Buitenweg dichiara anche che il GroenLinks s’impegna per un premio di 1000 euro a persona per le spese sanitarie. CDA è parzialmente d’accordo, si accontenterebbe di una franchigia più bassa, a patto che si levi potere alle assicurazioni: “Meno mercato e più solidarietà.”

“Prevenire è meglio che curare” afferma Thieme del PvdD, che oltre a richiedere meno potere per le assicurazioni sanitarie, dà anche consigli molto pratici. Il governo dovrebbe investire sul cibo salutare, imponendo tasse alte per il cibo spazzatura e rendendo frutta e verdura a tasse zero.

Nederland in de Wereld (L’Olanda nel mondo)

Ultimo sguardo a come si vede l’Olanda nel panorama mondiale.

Il PvdD ha idee chiarissime: “niente libero mercato”. Bisogna lavorare insieme sulla cura della terra, sui diritti umani e sull’accessibilità, per tutti, a beni primari come il cibo. Senza giri di parole, poi, Thieme punta il dito contro il suo paese: “È assurdo che l’Olanda sia il paradiso fiscale delle multinazionali.”

SP, CDA e VVD non hanno programmi dissimili tra loro. Tutti preoccupati per il clima instabile del mondo, soprattutto in medio oriente e per le possibili conseguenze quali il terrorismo, auspicano un investimento nella difesa e nei controlli di confine. In generale sono d’accordo con l’Europa, anche se andrebbero “rinfrescati i valori europei”, secondo Dijkhoff del VVD. Tuttavia, secondo i leader dei tre partiti -che rappresentano visioni di centro, destra e sinistra- l’Europa dovrebbe lavorare di più sui problemi comuni e lasciare l’Olanda a sbrigarsela da sola in termini di lavoro, pensioni e istruzione. Roemer per l’SP afferma: “Abbiamo dato troppo potere a Bruxelles negli ultimi anni.”

Buitenweg del GroenLinks crede nell’Europa, ma vorrebbe veder migliorato il lavoro di squadra. “Vogliamo un’Europa non preoccupata tanto dei deficit di budget, ma più focalizzata sulle persone”. Inoltre il GroenLinks vorrebbe investire di più nella cooperazione internazionale in aiuto dei paesi in via di sviluppo, promettendo a riguardo un investimento di 2,1 miliardi.

 

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