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San Nicola, Sinterklaas e Babbo Natale: storia di santi, imprenditori e icone coloniali

Cosa c'entra San Nicola con Sinterklaas? E perchè Bari e la Spagna, nella tradizione, sono vicine?

di Martina Bertola

 

È arrivata la Pakjesavond! Dopo il suo arrivo trionfale nelle città circa due settimane fa, ora Sinterklaas è pronto a tornare in Spagna con i suoi servitori Pieten al seguito, ovviamente assicurandosi di lasciare sostanziosi regali ai bambini olandesi.

Ma da dove arriva questa tradizione?

È ormai di dominio pubblico che la figura di Babbo Natale abbia origini legate a San Nicola di Bari. Nella versione del mito olandese questa origine è ancora più evidente se pensiamo che Sinterklaas altro non è che la crasi di Sint-Nicolaas, per non parlare poi dei chiari accessori che ne ricordano il ruolo vescovile, come il bastone pastorale e la tiara.

Quello che non in molti sanno, però, è che l’originale Santo barese non ha in effetti nulla a che fare con Bari. San Nicola è nato nel terzo secolo dopo Cristo in Turchia ed è stato vescovo di Myra, l’attuale Demre, dove è morto il 6 dicembre del 343.

La sua figura storica, nella Chiesa, è quella di protettore dell’ortodossia cattolica a causa della quale fu incarcerato sotto le persecuzioni di Diocleziano. Non si sa se fosse effettivamente presente durante il Concilio di Nicea, ma leggende narrano che la sua posizione contro l’arianesimo, corrente considerata eretica, lo portò a prendere letteralmente a schiaffi lo stesso Ario.

A Bari San Nicola arrivò anni dopo la propria morte in quella che fu una vera e propria operazione di marketing ante litteram. Caduta in declino dopo aver perso il suo ruolo di capitale bizantina in seguito all’invasione normanna, Bari doveva trovare un modo per rivalutarsi e attirare pellegrini. Si pensò quindi, nel 1087, di organizzare una spedizione per andare a recuperare le spoglie del Santo. Nella fretta i baresi si accontentarono dei pezzi più grandi, qualche anno dopo i veneziani sarebbero passati a prendere quelli più piccoli, motivo per cui San Nicola riposa in parte anche a Venezia.

La domanda a questo punto sorge spontanea: come si è arrivati al barbuto e rubicondo Babbo Natale portatore di doni?

La figura di San Nicola è legata a due leggende. La prima, un po’ macabra, racconta di un locandiere che, per creare manicaretti speciali per i suoi clienti, aveva ucciso e fatto a pezzi tre fanciulli. Il Santo, però, li avrebbe resuscitati garantendosi così la fama di protettore dei bambini. Nella seconda leggenda, invece, s’intravvede l’elemento del dono consegnato col favore della notte. Un nobile caduto in disgrazia non potendo pagare la dote per le proprie figlie si apprestava ad avviarle sulla via della prostituzione. San Nicola, allora, per tre notti lasciò scivolare dalla finestra nella casa dell’uomo dei soldi, o in alcune versioni del mito tre palle d’oro, per permettere alla ragazze di sposarsi.

Il culto di San Nicola come portatore di doni iniziò quindi a diffondersi in Europa, diventando Nikolaus in Germania o Sint Nikolaas in Olanda. Santa Claus nasce direttamente dai coloni olandesi di New Amsterdam (New York) che furono i primi a esportare questa tradizione nel nuovo mondo.

Con la riforma protestante si provò, in alcune parti d’Europa, a cambiare questa tradizione, cercando di attribuire a Gesù Bambino l’incombenza di portare i regali. Questo creò il legame con San Nicola e il Natale. Tuttavia la tradizione del Santo sopravvisse al tentativo di decattolicizzare la ricorrenza, anche perché la figura di Gesù Bambino era priva dell’aspetto “minaccioso” della storia: cosa sarebbe successo, infatti, ai bambini cattivi? Questo perché in molte tradizioni del nord Europa il Santo era accompagnato da un demone o mostro, per esempio il Krampus nelle zone alpine, il cui compito era quello di rapire i bambini mettendoli in un sacco. Per tornare alla tradizione olandese questo era anche il compito che Zwarte Piet svolgeva circa un secolo fa, i bambini cattivi finivano in un sacco e venivano riportati in Spagna (a proposito: Bari è stata a lungo dominazione spagnola, ecco spiegato perché Sinterklaas ha una residenza iberica).

Nel 1800 Clement Clarke scrisse una poesia in cui Santa Claus veniva raffigurato come il moderno Babbo Natale, iniziando così il processo di scristianizzazione del personaggio, processo che la Coca-Cola nel 1931 provvederà a rendere definitivo con l’illustrazione di Haddon Sundblom che raffigura il Babbo Natale che la globalizzazione ci ha insegnato a conoscere. La figura del pacioso signore dalla barba bianca è una sintesi tra la tradizionale figura di Sinterklaas e la rappresentazione dello spirito del Natale Presente del racconto A Christmas Carol di Charles Dickens.

In ogni caso se San Nicola, nelle sue varie e diverse vesti, a dicembre sembra impegnatissimo, il resto dell’anno non ha tempo di riposarsi visto che è il santo protettore di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, bambini, ragazze da marito, scolari, avvocati, prostitute e vittime degli errori giudiziari.

 

 

 

 

 


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