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Ormai in Olanda, quando si avvicina la festività di San Nicola, è il panico: non più festeggiamenti, gioia dei bambini, addobbi; ma cortei, slogan e proteste. La scintilla è sempre lui, Zwarte Piet, l’aiutante di pelle nera del santo ad alimentare polemiche e divisioni all’interno della società. Anche quest’anno i critici e la comunità nera non si sono uniti al clima di festa e di gioia nazionale, mettendo in risalto la natura intrinsecamente razzista di un retaggio dell’epoca coloniale.

Alla cerimonia inaugurale della festività, tenutasi sabato 15 novembre nella centrale città di Gouda, un gruppo di persone ha salutato l’arrivo del santo, con uno striscione con la scritta “Zwarte Piet è razzista”.

Immediate sono state le dure reazioni dei presenti che hanno considerato questo gesto una provocazione, costringendo la polizia, presente in forze per tutta la città ad allontanare i manifestanti arrestandone 90 con l’accusa di manifestazione non autorizzata.

Se per i contestatori si trattava semplicemente di un problema di libertà di espressione e di dissenso, per le autorità, al contrario, dopo il parere favorevole delle corti olandesi riguardo alle celebrazioni, prioritario era garantirne il tranquillo svolgimento.

I fatti di oggi hanno avuto una forte eco all’estero per l’ampia copertura che si da alla storia coloniale, ai numerosi immigrati ed alla difficile convivenza tra le diverse comunità, tutte questioni che sollevano interrogativi. È dovuto così intervenire lo stesso premier Rutte, che dopo essersi detto rattristato per l’accaduto ha espresso il suo augurio che la festa del 6 dicembre si avvii ad essere semplicemente una grande festa per tutto il Paese.

Ma i suoi auspici sono ben lontani dall’avverarsi: prima del 6 dicembre, il corteo di San Nicola, con il suo aiutante nero, Zwarte Piet, attraverserà molte città olandesi. In tutte o quasi episodi simili a quello di Gouda sono destinati a ripetersi.