L’associazione dei consumatori olandesi Consumentenbond ha fatto pressioni sulla NVWA (l’autorità olandese per la sicurezza alimentare e dei consumatori) perché applichi regole più severe contro certe denominazioni usate sugli imballaggi di generi alimentari.

Le diciture “ricchi in fibre”, “povera di grassi”, “ricchi di vitamina C” sarebbero, secondo la Consumentenbond, ingannevoli per gli acquirenti che sceglierebbero questi prodotti sotto l’influenza delle stesse scritte.

Secondo quanto affermato da Bart Combee, direttore di Consumentenbond, in una nota ufficiale la legge è chiara e le informazioni sui prodotti non dovrebbero essere fuorvianti né dovrebbero insinuare che certi prodotti siano più salutari di altri.

Particolarmente pericolose sarebbero le diciture che si spingono al limite della truffa perché definiscono salubri prodotti che invece non lo sono. Ad esempio aggiungere “con vitamina B” nei dolci preconfezionati e “fonte di fibre” negli alimenti a base di patate sarebbe, dice l’associazione, inaccettabile.

Nel mirino di Consumentenbond, ci sono anche le acque vitaminizzate che per l’organizzazione sono prima di tutto bibite zuccherate con coloranti e acidificanti, oltre che qualche vitamina.