Ogni anno il 70% dei dottori aziendali (bedrijfsartsen) non denuncia malattie legate al lavoro al Centro nazionale di Medicina del Lavoro (NCvB). Secondo fonti del Het Parool, negli ultimi dieci anni il 46% dottori non ha riportato un singolo caso in materia.

L’NCvB possiede una lista delle patologie legate ad attività lavorative, che vanno dall’asma del panificatore alle infezioni fungine fino al tumore da amianto, ma riceve annualmente appena 7000 segnalazioni.

Secondo Dolf Algra, ex-dirigente della Società Olandese di Medicina del Lavoro (NVAB) intervistato dal Trouw, le liste sono però dei “termometri rotti”, rimaste invariate da anni proprio a causa dei non-rapporti dei bedrijfsartsen.

L’esperto ha inoltre spiegato quali sono le debolezze strutturali di questo sistema di rilevamento: prima di tutto non esiste una definizione condivisa di “malattia lavorativa” tra dottori e Centro di Medicina del Lavoro; i medici aziendali sono poi costretti a riportare i casi durante il tempo libero (quindi gratis), mentre non esiste una sanzione per chi non adempie al proprio dovere. Infine, gli stessi medici non conoscono le eventuali conseguenze legali di una segnalazione.

Secondo il sindacato FNV, invece, alcuni bedrijfsartsen avrebbero timore addirittura di perdere il contratto con il datore di lavoro.

 

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