La concorrenza tra operatori privati abbassa i prezzi e aumenta la scelta, dicono. Sarà ma ciò che ha funzionato bene con gli operatori di telefonia, pare non funzioni altrettanto bene con le assicurazioni sanitarie. Lo sostiene il quotidiano AD che ha calcolato i costi “occulti” delle polizze low-cost, giungendo alla conclusione che si, la polizza base di questi operatori sarà anche a buon mercato, ma ad una condizione: basta non ammalarsi. Il problema di queste compagnie, infatti, è che costano poco perchè coprono poco: secondo il quotidiano, quasi 14mila clienti che hanno sottoscritto una polizza low-cost nel 2013, hanno comunque dovuto sborsare una media di 450e a testa per trattamenti non inclusi o solo parzialmente inclusi nei pacchetti offerti dalle compagnie più a buon mercato.

Poca trasparenza e molta ambiguità nei contratti sono fattori che hanno spinto migliaia di persone a risparmiare poche decine di euro l’anno, per poi ritrovarsi con centinaia di euro da versare in trattamenti non coperti oppure in una scelta limitata di strutture dove potersi curare. Zorgkiezer.nl, un sito che si occupa di mettere a confronto le tariffe delle assicurazioni sanitarie, è al lavoro su un’app che consentirà un paragone tra i costi reali tra compagnie.

Source: Pixabay