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ART

Salsicce umane, sesso e morte: le provocazioni artistiche di van Lieshout



CoverPic | Author: FaceMePLS | Source: Atelier van Lieshout | License: CC 2.0

Atelier Van Lieshout è lo studio fondato dall’artista Joep van Lieshout (1963), scultore e designer. Dal 1995 in un laboratorio nel porto di Rotterdam Van Lieshout lavora con un nutrito gruppo di artisti su sculture e installazioni.

Dopo la laurea alla Rotterdam Art Academy Van Lieshout, l’artista si è rapidamente affermato con progetti in bilico tra il mondo del design easy-clean e l’arte non funzionale, sempre in bilico tra utopie e distopie. Lo studio multidisciplinare produce opere al confine tra arte, design e architettura. Indagando la sottile linea di demarcazione tra arte manifatturiera e produzione di massa di oggetti funzionali, il visionario artista cerca di giocare ai confini tra fantasia e funzione, fertilità e distruzione.

Nel 2001 ha dichiarato uno stato indipendente nel porto di Rotterdam (AVL-Ville) con un minimo di regole, massimo di libertà e il più alto grado di autonomia.

Le sue opere condividono una serie di temi, motivi e ossessioni ricorrenti: sistemi, potere, autarchia, vita, sesso e morte – ognuno di questi traccia l’individuo umano di fronte a un insieme più grande, come la sua nota opera Domestikator (2015). Questa scultura ha suscitato polemiche prima ancora di essere collocata al Jardin de Tuilleries del Louvre, ma è stata adottata dal Centre Pompidou dove è stata esposta durante il FiAC (2017).

AVL produce spesso lavori sul cibo e la sua scarsità, come Chicken of the Future (2019), “metà macchina, metà organismo”, in cui solo il principio di deporre le uova è lasciato della gallina. Nel 2009 Van Lieshout aveva già progettato il Foodmaster, una macchina che produce mangimi per suini a partire da resti umani.

Anche nel suo grande progetto Slave City, il corpo umano diventa una materia prima, come scrive l’artista su NRC: “Non esprimo giudizi morali, anche se il mio lavoro investe i concetti di bene e di male. Mostro cosa succede quando si dichiara qualcosa che consideriamo buono, come il riciclo, applicabile agli esseri umani”, aveva detto Joep van Lieshout nel 2010 a NRC.

Qui la “macabra” ricetta dell’Oud Zeeuwsche Bloedworst di Van Lieshout.

 






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