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Gomme da masticare biodegradabili, dessert all’acqua di ceci, bevanda a base di residui di baccelli di cacao: i maggiori concorsi di innovazione alimentare di questo autunno stanno dando priorità a un’industria alimentare più green e alla ricerca di prezzi bassi.

Il Salone internazionale dell’Alimentazione (SIAL) –  che quest’anno a causa della pandemia non si è potuto tenere – ha comunque assegnato i suoi trofei all’innovazione. Proprio come la giuria di Ecotrophelia Europe, che premia ogni anno le invenzioni degli studenti di agronomia, provenienti da diversi paesi europei.

Prevalgono l’etica e il vegetale

I risultati mostrano che l’industria, fortemente accusata di cibo spazzatura con prodotti o troppo grassi e dolci o troppo lavorati, sta tenendo il passo con le tendenze ecosolidali. La giuria del SIAL ha così premiato i prodotti con un’elevato contenuto vegetale: più semplici e più trasparenti e rassicuranti per la salute, con pochi additivi, meno lavorati, ma con tanti valori etici, ambientali e soprattutto valori civili.

Medaglia d’oro agli gnocchi surgelati, ideati dall’azienda italiana Bocon, con il 70% di verdure e con un ristretto elenco di ingredienti. Tra i quali spinaci, spirulina, piselli e tè verde.

Bronzo invece è stato assegnato ad un chewing-gum vegano, totalmente naturale, senza aggiunta di zuccheri e aspartarme. L’idea è di un’azienda francese, Triumph, conosciuto per il suo carattere biodegradabile. La gomma da masticare è composta da gomma naturale estratta dall’albero di sapodilla.

Meno plastica sprecata

In termini di packaging, invece, la transizione ambientale è rallentata notevolmente. La pandemia del coronavirus ha portato con sè un forte ritorno alla plastica, soprattutto monouso. Tuttavia, ha iniziato ad emergere anche una tendenza alla valorizzazione dei sottoprodotti alimentari, di gusti nuovi e forti. Consentendo cosi di lottare contro gli sprechi.

Tra le aziende premiate, risalta Koko Joo, start-up svizzera che ha prodotto una bevanda analcolica a base di co-prodotti a base di baccelli di cacao. Mentre il primo premio del concorso europeo Ecotrophelia è stato assegnato a due giovani donne portoghesi, per un dessert in un barattolo di vetro, a base di aquafaba – il succo di cottura dei ceci – ricco di protiene, mischiata alla buccia d’arancia e polline d’api. “Questo dolce fermentato coniuga sviluppo sostenibile e salute grazie all’utilizzo di pere macinate, ortaggi a radice ricchi di carboidrati che lo rendono accessibile ai diabtetici” spiega Dominique Ladevete, coordinatrice del premio.

La rivincita degli ingredienti di scarso valore

La tendenza tra le nuove generazioni è quella di procurarsi ingredienti che non sono necessariamente apprezzati e di aggiungere valore ad essi. Come ha fatto una squadra greca e i suoi grissini a base di farina di sansa di oliva associata a diversi tipi di frutta e verdura.

I finalisti, vincitori del concorso Ecotrophelia per la Francia, hanno invece presentato Crocs Magnons, ossia gnocchi di ghiande di quercia e derivati del pesce, con salsa al prezzemolo. Gli studenti di Nantes hanno recuperato dagli industriali gli scarti del merluzzo carbonaro.

La crisi sanitaria come acceleratore di trend

“La crisi del Covid sta diventando un acceleratore delle tendenze” afferma  Terlet. I prodotti vincitori di Sial arriveranno sul mercato più velocemente, al prezzo più basso possibile. Secondo lui, sotto l’effetto della crisi economica incombente, “la guerra dei prezzi è tutt’altro che finita. La sfida del settore è quella di servire il maggior numero di persone possibile al prezzo più competitivo”, concorda Ladeveze.

Un’altra tendenza emersa tra i 524 prodotti in gara al SIAL: “molti sostituti della carne e del pesce a base vegetale” afferma Xavier Terlet, amministratore delegato di Proteines XTC, responsabile che analizza le tendenze di mercato per SIAL.hi

“Il cibo è sempre un argomento pieno di contraddizioni” osserva tuttavia Ladeveze. “Soprattutto quando vedi gli sforzi compiuti da tutti questi sostituti della carne per assomigliare alla carne, quando dovrebbero essere rivolti ad una clientela vegana, ti chiedi perché si danno tanto da fare per sembrare un prodotto animale”.