di Paolo Rosi

Il rinfresco che si terrà questa sera sulla nave Esmeralda, attraccata lungo Veemkade in occasione della manifestazione Sail2015, e al quale (tra gli altri) sono stati invitati politici, imprenditori e diplomatici, non godrà della presenza del sindaco van deer Laan.

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Del resto due giorni fa, all’arrivo del vascello, la comunità di rifugiati cileni assieme agli attivisti della Mapuche Foundation avevano protestato vivacemente per il “silenzio” con il quale gli organizzatori di Sail avevano gestito la partecipazione della nave, usata come prigione e luogo di tortura durante la dittatura di Pinochet, alla parata.

Tra i presenti, una volta passato il momento più vivace, è rimasto un uomo sulla settantina di nome Maeth Boff, che casualmente si trovava in Olanda e ha chiesto di poter visitare il vascello. La motivazione? Maeth, figlio di emigrati italiani in Brasile ed ex-militante rivoluzionario, la notte del 20 settembre del 1973, pochi giorni dopo il golpe di Pinochet, era stato arrestato dalla polizia, incappucciato e trascinato a bordo dell’Esmeralda.

“Per circa due ore sono stato picchiato e torturato. Non potevo vedere nulla, solo i miei piedi, ma sentivo le voci dei marinai. Mi hanno anche portato sul ponte e mentre mi colpivano, mi chiedevano se sapevo nuotare minacciandomi di buttarmi in mare. Alla fine, però, mi hanno rilasciato. Forse perché non sapevo davvero nulla, o forse perché, quella sera, i militari non avevano voglia di fare lavoro extra” ha raccontato Maeth a 31mag.

Il capitano però, nonostante uno degli organizzatori di Sail avesse promesso l’entrata a Maeth, ha rifiutato di far salire l’uomo. In compenso, dopo lunghe attese, si è presentata María Teresa de Jesús Infante Caffi, ambasciatrice del Cile nei Paesi Bassi, per comunicare ufficialmente il rifiuto.

Intervistata da 31mag, la diplomatica ha sostenuto “non erano previste visite, oggi, sulla nave. E dobbiamo anche pensare che la barca, nell’abito di Sail, sta solo partecipando a un evento sociale che crea aggregazione. Non possiamo quindi permetterci di politicizzare la manifestazione”.

Infante ha poi concluso ricordando l’importanza, per il Cile, di gettare ponti superando i traumi del passato. Ma a Maeth la passerella sulla quale sfileranno, in serata, politici e imprenditori è stata negata. Eppure l’uomo chiedeva solo di vedere, questa volta a viso scoperto e senza carnefici attorno, dove era stato torturato 42 anni fa.

Intanto davanti alla nave, gli attivisti della Mapuche Foundation stanno manifestando per la seconda volta il loro dissenso.