Il primo ministro Rutte a Bruxelles ha ottenuto il via libera ad una dichiarazione che dovrebbe andare ad integrare il Trattato con l’Ucraina. Con questo aggiustamento per Rutte, il trattato respinto con referendum dagli olandesi, va ratificato.

I leader europei hanno discusso mezz’ora di accordo, con l’obiettivo di chiudere la partita sull’Ucraina. Il contenuto, come richiesto dal premier, è che il trattato non rappresenta automaticamente una preadesione di Kiev all’UE, nessuna cooperazione militare, e soprattutto -cosa che preme di più- che i lavoratori provenienti dall’Ucraina non potranno avere accesso alla libera circolazione.

Gli ucraini hanno convenuto di lavorare sulla lotta contro la corruzione. Rutte ha sottolineato a le trattative a Bruxelles non sono state facili, e neanche divertenti. Egli ha aggiunto che il punto di partenza per l’accordo di associazione è che l’Europa deve formare un fronte unito contro le azioni destabilizzanti della Russia.

Domani Rutte discuterà il trattato in Consiglio dei Ministri. Poi dovrebbe passare al consiglio di stato e infine alle Camere. L’approvazione parlamentare non è scontata. Il premier ha ammesso che la maggioranza si era chiaramente espressa per un no ma ha proseguito: “Ci saranno sempre persone che continueranno a dire di no.”