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Rutte non vuole ancora dire se si scuserà per il passato di schiavitù

Non è ancora del tutto chiaro se il gabinetto olandese si scuserà per la schiavitù la prossima settimana: il primo ministro Rutte ancora non ha voluto dirlo nella sua conferenza stampa settimanale se le scuse verranno offerte, oppure noi. 

Proprio il 19, Rutte terrà un discorso sul passato della schiavitù presso gli archivi nazionali dell’Aia e tutto fa pensare che verranno offerte anche scuse, ma non è stato ancora confermato formalmente, dice NOS.

Finora, Rutte vuole solo dire che risponderà a nome del gabinetto al rapporto Ketenen van het verleden dell’Adviescollege Dialooggroep Slavernijverleden.

Quel rapporto del 2021 afferma che i Paesi Bassi dovrebbero scusarsi e riconoscere che la schiavitù e la tratta degli schiavi erano crimini contro l’umanità e che le conseguenze si fanno ancora sentire oggi. Il rapporto venne scritto all’epoca per conto del Ministero dell’Interno.

Rutte ha ripetuto questo pomeriggio che non vuole dire nulla di sostanziale sul suo discorso ma  dirà qualcosa su “quel terribile passato che abbiamo in comune, in cui le persone sono state disumanizzate, vendute come merci, trattate in modo terribile. Ma in che termini lo farò, rimane da vedere lunedì”. Nel 2023 saranno 150 anni dalla fine pratica della schiavitù nell’ex colonia olandese del Suriname.

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