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Rutte lascia un’Olanda divisa e “borderline”

Mark Rutte lascia la carica di premier dopo oltre 13 anni, il più lungo mandato nella storia olandese: sebbene riconosciuto per la sua abilità nel rappresentare gli interessi dei Paesi Bassi a livello internazionale, viene criticato per non essere stato un leader visionario e unificante.

Secondo Antonie Kerstholt, in un pezzo d’opinione sul portale di blog collettivi Joop, Rutte ha trasformato il paese in una “società borderline”, caratterizzata da reazioni esagerate a eventi pubblici, rapidi cambiamenti di opinione, imprevedibilità e caos. Questo ha portato a una diminuzione della coesione sociale e della fiducia nelle istituzioni, incrementando la polarizzazione e la mancanza di senso di comunità.

La società olandese, un tempo nota per la sua tolleranza progressista, è ora vista come un insieme di individualisti polarizzati, spesso con reazioni impulsive. Rutte, nonostante i suoi successi, lascia un paese profondamente diviso, un risultato di cui Kerstholt ritiene non ci sia da vantarsi.

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