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Curaçao, come l’Italia e la Spagna, hanno bisogno di riforme, ha affermato venerdì il Primo Ministro Mark Rutte che si è detto preoccupato per le rivolte in corso sull’isola. La rabbia della gente è scoppiata dopo che l’esecutivo di Willemstad ha tagliato alcuni benefici ai dipendenti pubblici, come richiesto dall’Olanda, in cambio degli aiuti-corona.

Il gabinetto olandese ha stanziato decine di milioni di euro per aiutare l’isola, un territorio autonomo all’interno del Regno dei Paesi Bassi, ma in cambioo chiede riforme. “Non stiamo chiedendo tagli di bilancio”, ha affermato Rutte ma riforme strutturali che consentano al Paese di poter affrontare da solo altre crisi.

E poi, il premier olandese, ha fatto il parallelo con l’Unione Europea: “Curaçao è proprio come  Spagna o Italia”, in riferimento al dibattito sul MES. Un territorio autonomo all’interno dei Paesi Bassi è insomma come Stati sovrani, tra l’altro partner dell’Olanda nell’UE.  Raymond Knops sottosegretario con delega ai territori antillani, detta a Curaçao le regole per mettere in ordine i suoi conti, scrive Curacao Chronicle. 

Intanto proseguono i disordini sull’isola e l’Olanda ha dato il via libera all’invio dell’esercito a sostegno della polizia locale.