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Rutte alla Nato: Europa prossimo obiettivo della Russia

Photo: NATO

Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha avvertito ieri a Berlino che l’Europa potrebbe essere il prossimo obiettivo della Russia. Nel suo discorso, Rutte ha sottolineato che la minaccia russa continua a crescere e che gli Stati membri della NATO devono prepararsi. Secondo il redattore esteri Luc de Klerk, questo intervento è stato ancora più allarmante rispetto a quello dell’anno scorso: «Sta davvero preparando di nuovo gli animi all’idea di una possibile guerra in Europa».

Rutte sostiene che i Paesi NATO dovrebbero spendere più degli attuali 3,5 più 1,5 per cento previsti dalla norma NATO. Potrebbe comunque non essere sufficiente se la Russia dovesse intensificare ulteriormente le minacce ibride, che l’Europa avverte già sporadicamente, alimentano il timore che Mosca possa decidere di andare oltre. «Rutte ha fatto riferimento anche a queste minacce ibride. Secondo lui, la NATO è praticamente l’unica cosa che ancora separa ciò che sta accadendo in Ucraina da ciò che potrebbe accadere a noi», spiega De Klerk.

Rapporti con gli Stati Uniti

Il discorso di Rutte arriva una settimana dopo la presentazione della nuova strategia di sicurezza nazionale americana. Secondo De Klerk, da quel documento emerge che l’America non è più un alleato garantito per l’Europa. Tuttavia, nel suo intervento, Rutte ha cercato di tenere uniti gli Stati membri della NATO: «Quel documento aleggiava completamente sopra questo discorso. Ha chiarito ancora una volta che l’Europa non può più contare sugli Stati Uniti per la propria sicurezza».

Per dimostrare che Europa e Stati Uniti sono ancora un fronte comune, Rutte ha evidenziato che Washington resta pienamente impegnata nella NATO e che la diplomazia americana è consapevole del fatto che gli USA hanno bisogno dell’Alleanza. Per esempio, per la protezione dell’Artico o la difesa dell’Oceano Atlantico. «Rutte legge nel documento soprattutto l’impegno degli USA verso la NATO. Ma, essendo lui il segretario generale, non può nemmeno contraddire apertamente il presidente americano», aggiunge De Klerk.

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